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Dreamer
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La ricaduta

il Ven Lug 06, 2018 9:40 am
Eccomi qui a scrivere dopo l'ennesima settimana difficile, con l'insonnia e tutti i malesseri annessi che sono tornati prepotentemente nella mia vita.
Dal titolo si capirà che ho fatto La Ca**ata, quella con la C maiuscola.
Non so nemmeno cosa scrivere...so solo che sto di nuovo male e stavolta è solo colpa mia.
"Posso gestire perfettamente la cosa", mi dicevo...quante stupidate che mi racconto!
Sono di nuovo con le gomme a terra, ferite riaperte proprio quando si stavano per cicatrizzare.
Sapevo a cosa anadavo incontro quando gli ho riaperto la porta, lo sapevo ma ho voluto farlo lo stesso. Non so se sia masochismo o cosa; so solo che stavolta ho armato io la sua mano con il coltello che lui usò allora e sono stata sempre io a dirigerla proprio contro il mio cuore. E sapete qual è la cosa più assurda? Che sapevo bene cosa stavo facendo, ma ho continuato.
Fiorella
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Re: La ricaduta

il Ven Lug 06, 2018 6:41 pm
So cosa provi....ho fatto la stessa cosa, convinta che ormai, avendo capito di che pasta è fatto, non mi avrebbe fatto nulla. Ma dato che ho capito, anche grazie a voi, di che pasta è fatto...perché non me ne sono andata il più lontano possibile da lui? ...incomprensibile...forse perché ho sempre una piccola speranza di aver capito male...anche questa volta speranza naufragata! Di quanti schiaffi morali abbiamo bisogno prima di dire definitivamente basta?? A noi la decisione! Prima di toccare il fondo....sono arrabbiata, sono furiosa con me stessa!
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Undefeated
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Re: La ricaduta

il Ven Lug 06, 2018 9:30 pm
Dreamer, Fiorella,

Prima di tutto stop a tutte le autoflagellazioni, siete solo slittate sulla m*rda fresca. Non e' piacevole, puzza, e c'e' una scarpa da ripulire. Inutile essere furiose o depresse. E' solo un altro passo del percorso. Se l'avete fatto vuol dire che il vostro percorso richiedeva un'altra conferma. Ogni uno di noi ha bisogni diversi per arrivare alla presa di coscienza, magari sono bisogni sgradevoli, che non ci piacciono, ma tant'e' che e' cosi.

Presa di coscienza non vuol dire sapere qualcosa in maniera nozionistica, vuol dire profondamente comprendere una verita'. E' la differenza tra avere un dubbio e non averne piu'. E' un passaggio obbligato e voi state facendo inconsciamente il necessario. Sapevate (con il dubbio che potesse essere diverso) che vi sareste sentite cosi dopo, questa conferma rafforza l'arrivo alla presa di coscienza che ci si puo' solo sentire cosi dopo.

Magari ora non si distingue, ma e' comunque un passo in piu' nell'allontanarsi da loro. Per me siete gia' due eroi, mica ci avete fatto due figli come il tonto che vi scrive... L'importante e' allargare il quadro e non soffermarsi nel dettaglio costituito da quest'evento. Siete sulla strada giusta, ogni tanto si inciampa, ci si fa' di nuovo male, si impara a stare sempre piu' attenti, a rendersi conto che non e' facile perche' abbiamo qualcuno che ci piazza gli ostacoli ad arte, e cogliamo l'occasione per rinforzare la nostra determinazione.

Ora ci si rialza, ci spolveriamo della caduta, ripuliamo la scarpa, inveiamo a quel cane che ci ha lasciato quella bella m*rda sul nostro percorso, e si continua. Nessuno ha mai detto che la trasformazione in due rose d'acciaio fosse una passeggiata. Comunque dentro ciascuna di voi, magari ancora nascosta sotto una pila di altre cose, avete tutto quello che serve per riuscire. Questo e' solo tutto quello che deve accadere per farlo saltar fuori.

Un grosso abbraccio, di quelli che toglie il fiato, siamo tutti con voi.
Angelica
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Re: La ricaduta

il Ven Lug 06, 2018 9:45 pm
Voglio ricambiare le attenzioni ricevute qui è darti anche il mio contributo. Io sono ricaduta una volta con il mio NP, una bella scivolata sulla mer*a come dice il nostro amico qui sopra. Mi ha trattata anche peggio della prima e me la sono andata proprio a cercare da stupida, perché stavo già insieme ad un'altra persona (chiodo scaccia chiodo, ma questa è un'altra storia). Ma io non ho resistito al canto delle sirene. E ci sono ricascata, proprio come te.
Finita la fase iniziale del "caspita, stavolta va tutto bene, anzi benissimo" e del ti amo di qua e ti amo di là, mi sono fatta maltrattare per due mesi. Quando mi sono resa conto che di me in realtà non gli è mai fregato nulla, l'ho lasciato dalla sera alla mattina e l'ho bloccato ovunque, per non farmi cercare di nuovo come ha fatto in passato. L'ho bloccato perché so di essere debole e che, lasciandogli anche solo uno spiraglio, ci ricascherei in un amen. Non sentirti sciocca, nè tantomeno sola. Un caro saluto
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Re: La ricaduta

il Ven Lug 06, 2018 10:47 pm
Vi ringrazio per le vostre risposte, piene di comprensione, una comprensione che fatico io stessa a concedermi.
Come dice Fiorella, mi sentivo forte perchè ho capito di che pasta è fatto...ma allora perchè rientrare nel gioco?!? Io lo so perchè, e chiaramente i perchè hanno a che fare con me stessa, con le mie fragilità di fondo...
Sai Undefeated anche una mia cara amica (anche lei ci ha fatto un figlio con il suo ex np), mi ha detto la stessa cosa...che insomma a me in fondo serviva sbatterci di nuovo il muso.
E dire che io il fondo lo avevo toccato!  
Grazie a voi mi sento meno sola...
Un altro passo del percorso come dice Undefeated...ora tocca a me rialzarmi, di nuovo, un'altra volta, sperando di averne avuto abbastanza e di non necessitare più di altre dolorose conferme. Staccarmi da lui è più difficile di quanto pensassi...poi, non tanto da lui, ma forse più da quello che rappresenta per me, da quello che è stato per me, da quello che ho voluto fosse e che è stato il centro della mia vita per tanti mesi...
..."Rosa d'acciao"...bello! Al momento sono solo una rosa che perde petali.
Ricambio l'abbraccio.
Bah
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Re: La ricaduta

il Sab Lug 07, 2018 10:49 am
Dreamer è vero quanto dice Undefeated. Le ricadute fanno parte del processo di guarigione in ogni percorso quindi non ti devi sentire né stupida né fragile. Ti vorrei invitare però a riflettere su un altro aspetto sul quale io stesso sto riflettendo da un pò. È possibile che le ricadute o comunque la difficoltà a staccarsi dalla situazione dipendano anche dal fatto che ci sentiamo soli? Mi spiego.. per quanto sia consapevole della pasta della mia ex, e di una serie di cose sulla relazione, non riesco a staccarmi.. ci penso sempre e anche dei messaggi velati/foto/provocazioni tutto a mezzo social mi destabilizzano o comunque mi toccano. Tutto questo perché? Perché purtroppo mi dispiace dirlo ma da quando ci siamo lasciati mi sento solo. Io vivo a Roma, città che offre mille possibilità di uscire e divertirsi però sono possibilità che non riesco a sfruttare e una situazione del genere (ossia quando ti lasci, ancor di più dopo una relazione tossica) richiede che il vuoto lasciato dalla relazione sia riempito, almeno in parte, da uscite, nuove conoscenze, nuove frequentazioni etc. Io però tutto questo non riesco a farlo perché, prima di tutto, vivo da solo e passo la maggior parte del tempo da solo a studiare per un concorso molto difficile che è il mio obiettivo di vita.. poi ho degli amici sì però sono tutte coppie con le loro dinamiche e problemi.. per cui mi ritrovo quasi sempre a doverli chiamare per uscire ( talvolta li devo inseguire per giorni) finendo per fare cose, tipo cene a casa, che in questa fase della mia vita non mi soddisfano.. preferirei avere 4/5 amici con cui sentirsi quotidianamente, uscire spesso, andare in posti in cui c'è gente e fare quindi una più o meno intensa vita sociale aprendo così le porte per nuove conoscenze, anche femmminili. Bene tutto questo non riesco a farlo e mi porta a sentirmi solo o comunque ad annoiarmi e quindi a pensare alla mia ex, alla relazione ad eventuali errori etc etc con il risultato di restare agganciato anche se sono consapevole della qualità del personaggio e delle ingiustizie che ho vissuto.
Ora non so che vita fai, se hai tanti amici, se lavori e quant'altro e non so se quello che ho descritto può applicarsi a te o ad altri però potrebbe servire come spunto per riflettere.
Ti abbraccio forte e non sentirti sbagliata o altro se hai ricadute
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Undefeated
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Re: La ricaduta

il Sab Lug 07, 2018 10:55 am
Buongiorno Dreamer,

Stai affrontando un ostacolo, hai adottato un metodo, e questo metodo sta' evidenziando i suoi limiti. Quindi? Quindi bisogna aggiustare il tiro sul metodo. Mi spiego: "Lo so perche', e chiaramente i perche' hanno a che fare con me stessa, con le mie fragilita' di fondo..." bene, ma questa e' solo meta' dell'equazione. Devi tenere conto anche dell'altra meta' dell'equazione, la parte che e' fuori dal tuo controllo.

Noi tutti abbiamo delle debolezze, e' parte integrante dell'essere una persona. Altrimenti saremmo tutti divini. Quindi dirsi "non posso avere alcuna debolezza" corrisponde ad un'aspettativa impossibile da rispettare. Ecco perche' l'altra meta' dell'equazione diventa importantissima da tener ben presente nella nostra mente. Qual'e' quest'altra meta' dell'equazione? La conosci benissimo, non la sottovalutare, e': lui abusa di me. Cosa significa abusa di te? Significa che sapendo che tu, come noi tutti hai qualche debolezza, lui la utilizzera' senza alcuno scrupolo per ottenere cio' che vuole.

Quindi piuttosto di concentrarsi sul non avere alcuna debolezza bisogna concentrarsi ad impedirgli di utilizzare contro te stessa, e a suo favore, le debolezze che hai il pieno diritto di avere. L'invito a non auto flagellarsi e' di dovere perche' questa pratica rappresenta una vecchia e malsana abitudine che lui ti ha inculcato: quella di spostare responsabilita' che sono pienamente del suo essere NP, su te stessa.

Se qualcuno pone gli ostacoli perfetti, ad ogni occasione possibile, sul nostro percorso, dire che siamo inciampati perche' abbiamo qualche inadeguatezza non basta. Ti fa' onore che sai riconoscerle, ora pero' bisogna prendere ulteriore coscienza del suo ruolo nel tuo inciampare. Questo capitolo del percorso si chiama "imparare a non lasciare che altri sfruttino le mie debolezze" e non si chiama "imparare a non avere debolezze". Quindi lascia in pace le tue fragilita' di fondo, averle non e' una colpa che il mondo ha deciso di punire, tutt'altro. L'unico problema e' che c'e' qualcuno che te le ritorce contro, questo va' impedito, e tu puoi riuscirci tranquillamente.

Ancora, un grosso abbraccio d'incoraggiamento...
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Re: La ricaduta

il Sab Lug 07, 2018 11:38 am
Bah...sì, hai centrato! E' anche quella una parte importante del problema del mio non riuscire a "staccarmi".
Condivido pienamente ciò che scrivi. Non ho mai avuto tanti amici, ma cmq i classici "pochi ma buoni"...poi, a un certo punto della mia vita, mi sono allontanata dalla mia terra d'origine, ho vissuto esperienze che mi hanno cambiata e al mio ritorno mi sono accorta che alcune di quelle vecchie amicizie non si "adattavano" più a quello che ero diventata, non mi facevano sentire la me stessa che ero diventata. La cerchia si è ristretta ancora di più.
Un anno e mezzo fa, ancora, ho cambiato città per l'ennesima volta per motivi di studio. Qui mi sono imbattuta nel mio ex, che era pure mio coinquilino. Dopo tre settimane dal mio arrivo in quella nuova città, ci siamo messi insieme Rolling Eyes Capirai che quella città, dove ancora vivo, per me ha sempre significato lui. Gli amici che mi ero fatta, che poi era il classico gruppo più o meno eterogeneo in cui ci si conosce ma non troppo, erano amici con cui lui usciva. Insomma, lui era il mio mondo. Solo col senno di poi ho capito il grosso errore che ho fatto nel far dipendere tutta la mia vita da lui, io che fino ad allora ero sempre stata indipendente e da sola avevo affrontato le mie sfide, con lui mi sono fatta "piccola".
Dopo che mi ha scartato io ho vissuto un inferno di dolore e disorientamento che non auguro a nessuno. Con un livello di energie sotto zero, ho trovato la forza di cambiare casa in due settimane...ero lontana dai miei affetti, dalle mie migliori amiche, in una città che ovunque andassi era lui.
Come tu stesso dici, la fine della relazione ti porta cmq ad "isolarti". Piano piano ho provato a spostarmi dal mio dolore...ho stretto una bella amicizia con una nuova coinquilina, ho "reintegrato" una persona del vecchio gruppo (anche lei np, però), ho provato ad iscrivermi in palestra ecc. Però, non si può dire che la mia sia una "vita sociale". Poche persone che cmq hanno le loro vite, chi in coppia, chi è genitore, ecc.
Lui chiaramente è rimasto allegramente nel suo vecchio gruppo di amici, con la fidanzata che tra parentesi era una di quel gruppo ed io ci uscivo pure insieme, è rimasto in quella che era la nostra casa in cui mi ha sostuito con lei dopo una settimana che me ne ero andata.
Cmq, no, non è facile uscire dall'isolamento più o meno voluto o dettato dalle circostante. Non mi è facile conoscere nuove persone, un pò per aspetti caratteriali, un pò per motivi economici, un pò perchè questa storia con lui e la giostra che ne consegue mi crea un disagio che mi chiude al mondo piuttosto. Anche il lavoro non va bene...attendo l'esito di un progetto a cui tengo tanto. Se entro un paio di mesi non andrà in porto, sarò costretta a cambiare ancora città e ricominciare da capo, un'altra volta, quando invece avevo creduto (o voluto credere) di aver trovato finalmente un pò di stabilità, con lui.

Undefeated, già: "lui abusa di me, delle mie debolezze"...quella è una parte che tendo a non considerare, però è vero quello che scrivi. Lui conosce alla perfezione i miei punti deboli, anzi ne ha tirato fuori alcuni che ignoravo persino, e su quelli mi aggancia.
Difficile dire di no a chi tocca le corde giuste, che solo lui sa come toccare e quando, difficile dire di no a chi si ripropone nella veste che ti ha fatto innamorare, difficile dire di no a chi, sebbene per pochi attimi, ridà forma a quell'illusione di averlo a fianco, l'illusione di emozioni che nient'altro sembra più darmi.

La cosa positiva è che cmq mi sento forte. Non so spiegarlo, ma il dolore della prima volta è solo un ricordo. Ora è più dover fronteggiare meccanismi psicologici di cui ho imparato i nomi e gli stati emotivi annessi, così come riuscire definitivamente a tagliare quel filo che mi tiene legata a lui. Voglio, devo, farcela. Sono stanca di stare male. Essere una delle sue pu**ane non è esattamente il sogno della mia vita!
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Re: La ricaduta

il Sab Lug 07, 2018 11:49 am
Dreamer più o meno hai descritto la mia situazione per quanto riguarda le amicizie, l'indipendenza pre relazione e anche la città in cui vivo.. qui tutto mi ricorda lei, è la prima persona cHe conobbi tanti anni fa appena arrivato qui per l'università e quindi ho un mare di ricordi in ogni angolo della città..
Sì, devi farcela.. anzi dobbiamo farcela!
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Re: La ricaduta

il Sab Lug 07, 2018 2:35 pm
Bah,

Non so' se avresti qualche problema con quello che e' in offerta, e' comunque la stagione giusta. C'e' chi e' maestoso ed imponente, chi ti difendera' al costo della propria vita, chi e' piccolo ma compensa con il carattere, chi sapra' strapparti un sorriso nel piu' buio dei momenti e chi sapra' condividere le tue gioie senza ombra di gelosia o invidia.

Lo troverai a Via Della Magliana 856H. Quando arrivi fatti un giro, so' che sta' li e che quando te lo trovi davanti lo riconoscerai, tra tanti. Non farti illusioni, agli occhi di tutti sarai il suo salvatore, ma ti assicuro che e' lui a salvare te. Se hai poche opportunita' per nuove amicizie, lui ti fornira' migliaia di spunti, basta che esci di casa con lui accanto.

E' solo un suggerimento... ma a me che non vivo a Roma, generazioni dopo generazioni, e' li che l'ho sempre trovato, e mi ha fatto sempre un gran bene. Ricominciare tutto da capo in due e' molto meglio che farlo da soli... e la cosa piu' importante, una volta affiatati se lui ha un antipatia per qualcuno, sa' quello che fa', dagli retta e gira a largo.

Fiorella
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Re: La ricaduta

il Sab Lug 07, 2018 2:40 pm
Mi sento in una grande barca dove tutti condividiamo, ognuno con la propria storia, una grandissima fatica....mi ritrovo nel sentirmi sola, mi ritrovo nel sentirmi abusata nelle mie debolezze...continuo a dirgli che ho bisogno di staccare e lui continua a non permettermelo, toccando i tasti giusti finora c'è riuscito...ci vuole forza, tutti ce l'abbiamo! E arriverà quel momento in cui questa forza uscirà allo scoperto! A quel punto potremo considerarci immuni...credo sia un percorso interiore, fatto di ricadute e di prese di coscienza...ma ce la faremo! Vero?
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Re: La ricaduta

il Sab Lug 07, 2018 2:44 pm
V-E-R-I-S-S-I-M-O.

E' cio' che a questo mondo piu' si avvicina ad una verita' assoluta. Non pare, ma e' un destino ineluttabile. Noi dettiamo attraverso le nostre scelto solo quanto tempo ci si mette ad arrivare, ma dove arriviamo non e' in discussione, e' inevitabile.
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Re: La ricaduta

il Sab Lug 07, 2018 3:20 pm
Undefeated non credo seguirò il tuo consiglio comunque ti ringrazio
minou
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Re: La ricaduta

il Sab Lug 07, 2018 3:23 pm
Cara Dreamer, perdonati, é necessario che ti perdoni subito , può capitare di scivolare sulla mer.. come dice Undefeated. Avevi bisogno di provare, testare, verificare ancora una volta di che pasta é fatto lui, di avere la conferma delle dinamiche di questa storia. Ora hai visto e tu stessa dici che nonci stai più male come la volta precedente. Hai acquisito maggior consapevolezza. Ma...e qui mi aggancio al discorso di Bah..purtroppo c'entra molto il sentirsi soli, vero. Non si tratta tanto di solitudine in sé quanto proprio il sentirsi soli.
Sartre scriveva "Se quando sei solo soffri di solitudine,allora sei in cattiva compagnia". Impariamo ad amare noi stessi davvero , in profondità , a bastarci, e allora non ci sentiremo più soli. E scrivendolo qui a voi lo dico anche a me stessa. Anch'io quando ho incontrato e iniziato a frequentare ul mio ex mi sentivo sola. Mamma single , infermiera, problemi di soldi, tante responsabilità sulle spalle e nessuno che si prendesse cura di me...eccome se mi sentivo sola!e lui questo lo ha percepito e mentre prima ha fatto lui la parte di quello che mi ascoltava e aiutava, poi mi son trovata io a dovermi prendere cura di lui, pieno di problemi..e pur di non rimanere sola ho continuato a frequentarlo.
Ora invece non ho più paura della solitudine, ho imparato e sto imparando ad amarmi e apprezzarmi davvero...certo mi piacerebbe condividere tutto con un compagno, ma dovrà davvero meritarselo ed essere lui degno di me, non io degna di lui.

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Re: La ricaduta

il Sab Lug 07, 2018 6:08 pm
Sì, minou, è proprio la solitudine che sento che mi ha fatto scivolare, consapevolmente. Io prima di lui passavo tanto tempo da sola e non mi pesava affatto...questa mia nuova condizione per me è nuova davvero, nel senso che prima non soffrivo così tanto il mio essere sola, perchè paradossalmente mi capitava di sentirmi più spesso sola quando ero in compagnia e non invece quando ero davvero sola. Scusate i giochi di parole, ma capirete che la mia mente al momento frigge di pensieri.
Si tratta anche qui probabilmente di trovare un equilibrio, tra stare bene da soli con se stessi ma avere anche delle sane relazioni con cui condividere, crescere, migliorarsi.
Al momento stare sola con me stessa è doloroso, perchè vivo stati di angoscia, amarezza, non accettazione, tristezza, e poi ancora quei morsi dell'astinenza da lui e da quelle dannate montagne russe su cui mi porta.
Mi sento forte della mia consapevolezza, ma debole emotivamente. Perciò, minou, sì mi perdono. Mi perdono perchè dopotutto è solo per un desiderio d'amore che mi sono incastrata in questa trappola, un desiderio rivolto alla persona sbagliata però.
Dentro di me so che mi sto focalizzando su un quadratino del quadro e che se invece allargassi la prospettiva finanche alla cornice e poi oltre, vedrei qualcosa di più, vedrei un senso che ora mi sfugge. Ora sento solo il peso dell'assenza di qualcuno che non c'è nemmeno mai stato.
Si va avanti...sì Fiorella e Bah, ce la faremo...spero solo di non metterci troppo tempo, perchè voglio stare bene.
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Re: La ricaduta

il Dom Lug 08, 2018 2:04 am
Buonasera,

Io posso solo parlare per me, nel mio caso molta parte del sentirsi soli era riconducibile allo scossone preso sulle certezze che costituivano le fondamenta su cui poggiava la mia esistenza, prima di che la mia NP si manifestasse, pienamente. Il problema era che e' un'esperienza che la maggior parte delle persone che mi circondano non riuscivano a capire. Non riuscivano a rapportarsi. C'era un bisogno di parlarne, di confrontarsi su questa esperienza con gli amici ma loro, per fortuna, su questo tema non potevano assolvere a questa funzione. Questo costituiva una prima barriera. La conseguenza era che se neanche gli amici potevano capirmi, c'erano dubbi ancora piu' forti sul resto della societa'. Quindi la solitudine, rafforzata dal dubbio che si fosse logorata la mia capacita' di rapportarsi agli altri in senso lato.

Tutto questo e' normale, in realta' il ragionare cosi e' un'altro bel dono datoci dal NP nella pratica di distruggere la nostra autostima. La realta' e' diversa e bisogna rendersene conto. Il conoscere la sofferenza in realta' aumenta la nostra capacita', fino a raggiungere dei livelli fuori dal comune, di rapportarsi agli altri. E' solo che non abbiamo piu' fiducia e travisiamo la stanchezza dei nostri amici a dover sentirci parlare di qualcosa che ci assilla e loro non capiscono.

Se nell'affrontare la nostra quotidianita' offriamo la nostra sensibilita' verso gli altri, piano piano tutto torna normale, anzi diventa meglio di prima. Basta poco: una battuta spiritosa a chi sembra giu' di corda, un segno di comprensione a chi e' stanco, un complimento a chi fa' uno sforzo per essere piu' piacente, un incoraggiamento a chi ha un fare incerto. Noi, dopo tutto quello che abbiamo passato, non sappiamo forse piu' di prima cogliere gli stati d'animo di chi ci sta intorno? Dopo aver vissuto una compilation di commenti distruttivi arrivati sempre nel momento in cui potevano fare piu' male, puntuali, non sappiamo forse l'importanza di dare una parola giusta al momento in cui serve di piu'? Certo che si.

Se cominciamo a fare tutto questo la percezione del mondo che ci circonda cambiera'. Si torna a sorridere. Si torna ad avere piacere nello stare in mezzo alla gente, anziche' sentirsi come dei marziani, soli, fuori posto ed incompresi. Faccio un esempio banale: io come molti vado la mattina sempre allo stesso bar. C'era una donna che e' mancata per dei mesi, per una maternita'. La settimana scorsa e' tornata e mi ha colpito come la sua figura paresse non aver risentito, niente pancia in piu', niente viso smunto e stanco. Non e' cosa da poco e ho voluto riconoscerglielo. Gli ho detto che era raggiante e che se andava avanti cosi, migliorando con ogni gravidanza, dopo un secondo figlio non mi sarei stupito se fosse diventata una modella. Era poco, niente, ma allo stesso tempo era tanto, qualcosa senza prezzo, che oggigiorno non capita quasi mai. Da quel giorno, ogni volta che arrivo al bar e c'e' lei al bancone, avete idea di quanto possa venire accolto bene? Prima della mia NP non mi sarebbe neanche venuto in mente, ora si.

Ora quella stessa barista sa' forse capire la mia situazione? Sa forse come ci si sente quando il piu' piccolo dei tuoi figli e' ancora in affidamento alla madre NP? Sa' forse come ci si sente quando anche tuo figlio piu' grande (di soli 9 anni) sta' per due mesi con quella stessa madre NP per le vacanze estive? Con lei che fa' di tutto per sminuirmi ai loro occhi, di tutto per convincerli che sono il demonio in persona? La risposta e' no. Pero' quando chiede quando tornera' il piu' grande, che conosce, e rispondo "ad Agosto" e poi gli confido che mi manca e che sono preoccupato perche' la madre e' l'opposto di me, capisce che sicuramente ho dei motivi validi per essere preoccupato. Mi offre in risposta un sorriso pieno di tenerezza e tanto mi basta.

Ora, per mantenere tutto in una prospettiva piu' ampia, vi ricordate quando uscivate con il/la vostro/a NP? Di nuovo posso solo parlare per me, ma a occhio e croce sono sicuro che avete vissuto esperienze simili. Lei aveva vissuto nel passato per tre anni in Giappone (con il senno di poi viene da chiedersi cosa abbia combinato per andare a nascondersi ad un certo punto cosi lontano) e gli piacevano i ristoranti giapponesi. C'era pero' un problema, ogni volta la stessa storia: arrivavano le portate e partivano le critiche. Il tutto finiva sempre con la stessa scenata imbarazzante: chiamava il cameriere ( se non addirittura il cuoco) e si vantava, avendoci vissuto, di conoscere "il vero cibo giapponese" che questo ovviamente non era. Due palle! Il tutto finiva con l'arrivo del conto che da buon maschietto pagavo io, e la sua inevitabile critica finale sul fatto che era troppo caro. Uscire per andare a mangiare al giapponese con lei mi dava lo stesso piacere di fare la fila ad un ufficio pubblico. Pero' lei era contenta: aveva umiliato qualcuno, si era potuta vantare di qualcosa, aveva mangiato giapponese ed io avevo pagato. C'erano tutti gli elementi per farla contenta.

Qual'e' la conclusione, la morale? Sara' forse che c'e' poco da stupirsi se ai ristoranti giapponesi la odiassero? E che magari il cameriere le sputasse nel piatto di nascosto, se non di peggio? Non e' forse che noi passiamo un periodo nervosi, intimoriti, quasi spaventati di rapportarci agli altri? Pieni di incertezze che ci hanno lasciato? Questo pero' rischia di distoglierci, di non farci rendere piu' conto che noi abbiamo uno strumento molto bello, utilissimo e oggigiorno non comune. Basta usarlo e tutto cio' che ci circonda risponde in modo positivo. A noi nel piatto non ci sputa nessuno, il cameriere si sofferma al nostro tavolo e ci ascolta, sorridente. Se c'e' un bambino con noi arriva una porzione di dolce offerto dalla casa. Basta solo tornare ad essere noi stessi, in questa versione ancora migliorata e si ritrovano gli amici, i parenti e nuove conoscenze.
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Re: La ricaduta

il Dom Lug 08, 2018 3:04 am
È vero Undefeated, inizialmente forse per alcuni ci vuole uno sforzo maggiore, magari dipende anche dal carattere, si può essere anche introversi ed allora è più difficile. La difficoltà iniziale nasce spesso dal vuoto che il NP ha fatto intorno in noi. Questi individui mirano ad essere il centro del nostro universo e riescono a manipolarci sempre di più se ci allontanano dalla famiglia, dagli amici, dai colleghi di lavoro. Nel mio caso è forse anche nel tuo non sono riusciti in questo intento. Ma ho conosciuto vittime completamente isolate.
Certo il dolore fa ripiegare su se stessi e l’ossessione che prende i primi mesi non ti fa vedere più lontano del tuo naso. È vero che gli amici non ti capiscono, mettendoci anche tutta la loro buona volontà, ma almeno ti ascoltano, se sono amici veri. Occorre sforzarsi. In preda alla disperazione io avevo ricontattato le mie compagne di scuola, le classiche amiche del cuore. Possono passare anche 30 anni, ma basta risentirsi e tutto il tempo è cancellato, perché sono amicizie autentiche. Siamo tornate ad essere inseparabili e a prenderci cura una dell’altra. Ma ho dovuto impegnarmi nel farlo non ho aspettato che fossero loro a chiamarmi. Con loro ho deciso di riprendere una vecchia passione: ballare. Il primo anno è stato veramente faticoso. Non ero abituata al contatto fisico con un uomo che non fosse mio marito. Si trattava solo di una mano sulla spalla, di una mano nell’altra, ma per me era durissima, volevo scappare ma mi imponevo di ballare. Poi ho cominciato a divertirmi, finalmente ho cominciato a vedere le cose con leggerezza. Di questo avevo bisogno di leggerezza, tutto nella mia vita era sempre stato seriosamente serio, da quando ero ragazzina. Leggerezza, finalmente, ho conosciuto una marea di gente, dato e ricevuto sorrisi e abbracci gratuiti. Non avendo mai ricevuto complimenti o apprezzamenti in tutti questi anni, ne ho capito l’importanza e li elargisco adesso con generosità, sempre sinceramente però. Ed ecco che il mondo intorno a te cambia, e tu con lui.
Ognuno di noi deve trovare la sua strada, ma deve sforzarsi e cercarla. La strada comunque c’è.
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Re: La ricaduta

il Dom Lug 08, 2018 3:35 am
Dreamer, non ti colpevolizzare, tutti abbiamo dato una, due, dieci possibilità, alla nostra storia di avere un lieto fine. Cerchiamo l’impossibile.
Dopo diversi anni ti dico che probabilmente non era a lui che io davo possibilità di riscatto era a me stessa. Avevo un sogno, un ideale di vita nella mia testa e non volevo rinunciare a realizzarlo. Inoltre il fallimento nella mia vita non era previsto. Io dovevo essere la figlia perfetta prima, la moglie perfetta, la madre perfetta poi. Ho dovuto accettare di essere assolutamente fallibile prima di cominciare a vedere uno spiraglio ed ho dovuto rinunciare al sogno di un matrimonio felice. Sono passati anni e ogni tanto fa ancora capolino la visione di quello che avrebbe potuto essere, ma quando succede ricaccio tutto nell’angolo più buio del mio cuore, perché è un sogno irrealizzabile, e cerco di vivere nella realtà e non nella fantasia.
Bah
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Re: La ricaduta

il Dom Lug 08, 2018 8:49 am
Io purtroppo sento il vuoto lasciato da lei. Quando stavamo insieme ha fatto qualunque cosa per isolarmi da amici e famiglia mentre lei non aveva nessuno tranne me, soffocandomi in tutti i modi e Io tentavo di spingerla a fare conoscenze sentendomi dire che volevo liberarmi di lei. Nel frattempo dei miei amici alcuni hanno cAmbiato città, altri si sono fidanzati o sposati. Quindi, lei ora è piena di amici e fa una ntensa vita sociale ( il che porta anche a fantasticare ogni tanto su eventuali relazioni/mi ha cancellato etc) io invece ho difficoltà ad uscire perché anche le amicizie che avevo dovuto chiudere e che ho recuperato sono sempre con persone che sono in coppia. Quindi, nel weekend magari vanno fuori città, li devo sempre inseguire per uscire, se usciamo facciamo cose che in questa fase della mia vita non sono particolarmente stimolanti, spesso magari non si riesce ad uscire e cApita che il sabato o il venerdì, mentre vorreri essere da qualche parte a divertirmi, sono invece a casa da solo con una pizza e una birra o a correre in palestra per fare qualcosa e distrarmi.. inute dire che mi prende male e penso a mille cose soprattutto a quanto siano cambiate le cose rispetto a un anno fa e al fatto che lei, finché ero io l'unica persona nella sua vita, si è aggrappata a me esasperandomi e succhiando tutto il possibile e quando ha iniziato a conoscere un paio di amiche mi ha sostanzialmente abbandonato, scartato, gettato via svuotando totalmente tutte quelle parole (sei il migliore, sei l'uomo della vita, matrimonio, figli etc) che mi ha detto durante la relazione. Il sentirmi usato per scopi suoi mi ha e continua a perseguitarmi perché veramente non me l'aspettavo da una persona che conoscevo da veramente tanto tempo..non so mi ha fatto credere a qualcosa in cui lei era la prima a non crederci.. boh forse ho sopravvalutato lei e il nostro rapporto anche precedente alla relazione. Tutto ciò chiaramente rimane e si amplifica in una situazione di sostanziale solitudine che peraltro prima della relazione non sentivo affatto
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Re: La ricaduta

il Dom Lug 08, 2018 9:54 am
Grazie Aquila... Già, volevo il lieto fine  Sad
Quello che scrivi su di te lo potrei applicare anche a me. In fondo la possibilità la volevo dare a me stessa, provare che non era stata solo un'illusione, che in fondo lui mi vuole bene e non vuole perdermi, che insomma il legame tra di noi andava oltre il suo disturbo, che era capace di andare oltre. Non so se mi spiego... Volevo salvare qualcosa, forse, dare una chance di riscatto a una storia nata sbagliata e proseguita peggio. Inaccettabile per me pensare che sia stata tutta una finzione, che non ci sia stato del sentimento se non da parte mia. Ed è un paradosso enorme, perchè di fatto so bene che a causa di quel disturbo lui non sa davvero cosa sia nè l'amore nè il sentimento, nè l'autenticità, nè l'intimità. Insomma tutte quelle che per me sono le basi di una relazione, lui può solo simularle ma mai sarà in grado di "viverle" ed "esserle". E allora perchè mi sorprendo ad invidiare la persona che sta con lui, perchè a lei dà la simulazione di un amore che a me ha negato?? Una parte di me pensa: "cavolo non solo non valgo il suo amore, tanto che mi ha abbandonato con una semplice scrollata di spalle, ma non sono valsa nè valgo nemmeno la simulazione del suo amore"... E' o non è un ragionamento da pazzi??? Lo scrivo e me ne vergogno pure...non lo confiderei a nessuno, ma qui con voi posso permettermelo.
Perciò mi sento bloccata...perciò l'ho fatto entrare di nuovo nella mia vita, perciò ho voluto quasi provargli che io merito il suo "amore", che io e lui eravamo speciali e il nostro legame più forte di ogni stortura. Sono Dreamer di nome e di fatto mica per nulla! Rolling Eyes

Bah, scrivi "mi ha fatto credere a qualcosa in cui lei era la prima a non crederci"...lo adatto anche a me. Brucia ancora aver creduto e investito così tanto su una relazione in cui si è dato il massimo, mentre l'altro si è solo servito di noi e di quell'impegno che abbiamo messo, finendo per uscirne (loro) persino fortificati e rinvigoriti da quanto hanno preso da noi. Tant'è vero che basta guadare la mia vita e poi dare uno sguardo alla sua: è evidente.

Undefeated concordo con quello che dici. Mi è capitato a volte di farlo, quando ero ad un buon punto dal distacco emotivo da lui e dalla storia e stavo riprendendo contatto con me stessa. "Offrire la nostra sensibilita' verso gli altri": questo comporta un necessario spostamento del focus. Nelle prime fasi post rottura, o post ricaduta o fase di blocco, si è concentrati solo su di sè, sulle proprie ferite di abbandono/rifiuto, su ciò che si è perso ecc. La mente ripete all'infinito le stesse immagini, frasi, pensieri, tutti rivolti a quella relazione, a quella persona...Almeno per me è così. Quindi la propria connnaturata empatia e sensibilità in qualche modo ne è sopraffatta, tanto quasi da essere sostituita da una sorta di disinteresse verso l'altro.
Nelle prime settimane dopo lo scarto, anzi mesi, io avevo avuto persino paura di essere diventata un automa, sentivo e vedevo solo il mio dolore, non c'era spazio per niente e per nessun altro.
Ora non c'è il dolore di prima, ma c'è il pensiero ossessivo su di lui, su questa storia ecc, energie investite tutte sulla resistenza a qualcosa che dovrei semplicemente accettare e lasciare finalmente andare! Energie che quindi non mi restano per nient'altro.
Conosco la strada cmq, sono solo tornata indietro di qualche isolato, ma conosco la strada. Devo solo ritrovare le energie per rimettermi in cammino, riaprendomi al mondo senza averne paura e con una buona dose di leggerezza di cui parla Aquila.
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Re: La ricaduta

il Dom Lug 08, 2018 12:57 pm
Buongiorno,

Quello che ci aiuta e' sviluppare la capacita' di fare un esercizio, e' sempre lo stesso e porta a affrontare con successo tutti i diversi ostacoli del percorso. Si tratta innanzitutto di rimuovere l'ego, poi di verificare  con distacco effettivamente cosa stia succedendo, in seguito analizziamo la conflittualita' tra diverse esigenze, eventuali incongruenze ed infine di stabilire le priorita' per ristabilire il nostro equilibrio.

Per quanto riguarda il vuoto, ricordo mia moglie che un giorno mi chiese "ma se si smonta il nostro matrimonio, come lo spiegerai?" riferendosi alle nostre frequentazioni comuni. Nella sua testa l'elenco delle umiliazioni a cui mi aveva esposto avrebbero dovuto farmi vergognare, e quindi da buona NP si poneva la questione di quale balla avrei inventato per giustificare la rottura tra noi. Ora, bisogna mettere in chiaro un concetto e' tenerlo sempre ben presente. Noi non abbiamo niente di cui vergognarci. Pare ovvio, ma nella confusione questo concetto tendiamo a dimenticarcelo. Non siamo noi che dobbiamo nasconderci, non siamo noi che dobbiamo ritirarci dal frequentare le amicizie comuni. Pero' bisogna essere sempre coscienti, e non possiamo permetterci ingenuita'.

Come fanno gli NP per tentare di creare il vuoto intorno a noi? Principalmente attraverso due metodi. Con chi e' palesemente piu' vicino a noi che a loro, tentano di rovinare sempre i momenti che si passano insieme. L'obbiettivo e' di creare un condizionamento: stare insieme a chi ci e' vicino deve sempre tradursi in una esperienza imbarazzante, o comunque sgradevole. L'idea e' che attraverso il rendere questo nesso, meglio se inconsciamente, nel nostro cervello, arriviamo a rinunciarci. Questo e' il metodo usato per esempio durante matrimoni, cene di natale, ecc. In un secondo momento, se conviene, subentra il "i tuoi parenti, oppure i tuoi amici, mi detestano quindi non vengo. Se vuoi andare ci vai da solo". Poi quando ci vai, l'associazione negativa viene somministrata con l'inevitabile rimprovero che ne segue con messaggi del tipo "le coppie normali vanno insieme o non vanno", che giustifichera' un qualche tipo di rappresaglia.

Per i conoscenti e qualsiasi altro tipo di persona che si conosca in comune e con la quale non c'e' una particolare intimita', la strategia e' diversa. L'NP a loro parlera' prima male di noi, spesso inventandosi una balla di sana pianta, poi ostentera' di essere disposto a giustificarci, ma in una maniera patetica. Mi spiego, NP al conoscente: "Ieri sera sono andata a cena dal giapponese con mio marito. Mi ha sorpreso il conto quando e' arrivato, avevo paura di non avere abbastanza soldi con me." Poi l'interlocutore: "Perche' paghi te quando andate a cena fuori?" ed il nostro NP "Sei sorpreso? Si vede che non conosci bene mio marito." e poi chiusura finale con "me lo sono sposato, e' solo colpa mia". Tac ed e' fatta, non ha dovuto neanche mentire. Se lo scopri e l'affronterai ti dira' pure che non capisce come possa essere stata fraintesa!

E allora? Con gli amici stretti e con i parenti e' facile, basta un bagno di umilta' e ci ameranno ancor piu' di prima. Il mio concetto e' semplice: "ho fatto una c*zzata grossa come una casa, non ci ho capito niente, e per parecchio tempo. Lei era molto brava ad illudermi, mentre io non immaginavo neanche che esistessero persone cosi. Comunque inutile piangersi addosso, datemi il tempo di rimettermi in piedi che ci sono cascato con tutte le scarpe, abbiate pazienza".

Con i conoscenti e' piu' difficile, ma ripeto sono gli NP che devono rinunciare, non noi. E noi abbiamo svariate carte migliori di loro. La prima e' che non ci dobbiamo arrampicare sugli specchi come loro per fornire una realta' alternativa. La seconda e' che noi non dobbiamo fingere una personalita' diversa da quella che realmente abbiamo, ci basta rimanere noi stessi. Io ho sempre teso, senza drammi pero', a sottolineare le incongruenze con la realta' che sono inevitabili in queste situazioni. L'ironia poi aiuta molto. Non c'e' neanche bisogno di sapere esattamente cosa l'NP abbia detto su di noi, basta veramente poco. La cosa importante e' di non farci vedere come persone che albergano un risentimento, perche' questo erode la nostra credibilita'. Ed e' proprio il risentimento l'elemento su cui conta l'NP per stendere un velo di scetticismo su di noi.

Insomma se incontriamo qualche conoscente comune non lo dobbiamo evitare, anzi e' nostro dovere verso noi stessi quello di offrire l'opportunita' di vedere la realta'. Non dico che vanno cercati di proposito, ma quando si incrociano ci sono mille frasi che si possono utilizzare, faccio qualche esempio:

"Se mi dessero un'Euro per ogni balla che racconta su di me finalmente potrei smettere di giocare al superenalotto e ritirarmi ai Caraibi"
"Al mondo d'oggi siamo talmente rintronati, e mi ci metto io per primo, che solo i paraculi riescono a passare per vittime"
"Le saro' sempre grato, mi ha fatto capire che per essere una coppia bisogna essere in due. Ora non resta che augurarsi che incontri qualcuno che glielo faccia capire pure a lei, e poi me la sposo."
"Sai qual'e' il suo problema? No? Manco io. Mi sa' che e' questo il problema"
"Lo sai che c'e'? C'e' che il buon Dio ci pone delle sfide cosi impariamo a migliorarci... certo pero' che se penso a lei il buon Dio con me ci e' andato con la mano pesante. E che ci vuoi fare? ...bisogna avere pazienza".

Un ultima cosa, se mai l'incontrate con il/la nuovo/a partner, non ci si puo' e non ci si deve nascondere, si puo' solo offrire una frase, quella che sara' capace di svegliare il malcapitato/a al momento opportuno: "Buonasera, come va'? State insieme? Condoglianze". Poi si voltano i tacchi e c'e ne andiamo ma non senza prima vedere la faccia che fara' l'ex, e' un esperienza impagabile e vi sfido a non sorridere e a non ritrovare la l'autostima.

Insomma arrendersi al vuoto che vogliono lasciarci non e' un opzione. Non bisogna illudersi, non ci sono neutralita'. Tutto cio' che non sta' dalla nostra parte in questo specifico caso, e' contro di noi. Non si rinuncia all'entourage e ai conoscenti in comune, non perlomeno senza aver prima dato una possibilita' a ciascuno di loro di avere un dubbio su come stiano realmente le cose. Altrimenti la perdita in blocco, senza alcuna nostra reazione, si traduce nel vuoto che l'NP voleva contro di noi.

La citta' dove viviamo e' la nostra citta', poco importa da dove veniamo, e bisogna riprendersela. Se qualcuno deve cambiare aria sono loro. Vi dico solo due cose; quando mia ex-moglie mi consegna i nostri figli si rifiuta di avvicinarsi a meno di 15km da dove vivo, categoricamente, e fa' bene. Quando io vado in Francia a consegnargli i nostri figli, glieli porto davanti casa e lei si rifiuta di uscire per incontrarli fuori dalla soglia di casa sua, e fa' bene. E' lei a disagio, non io. Ci vuole tempo, ma e' a questo che si arriva, non il contrario, e vi garantisco che sara' cosi anche per voi.

Buona Domenica! Beato te Bah, che hai il mare ad un tiro di schioppo, ce lo avessi io...

aliceinwonderland
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Re: La ricaduta

il Lun Lug 09, 2018 9:28 am
Buongiorno ragazzi!
Cari Dreamer e Bah, se vi puo' consolare, io ho una vita sociale molto intensa eppure sono ricaduta più volte tra le braccia del mio np. Il motivo principale della mia ricaduta era la segreta speranza che lui mi amasse veramente. Ogni volta che tornavo da lui pensavo "forse la lontananza finalmente gli avrà fatto capire quanto sono importante per lui".
La cosa più difficile per me è stata accettare che la sua natura è quella di un np e che purtroppo non potrà cambiare mai.
In ogni caso, come dice Bah, una vita sociale con altri single puo' aiutare a sentirsi meno soli.
Bah, se i tuoi amici sono perlopiù coppie, potresti provare ad allargare il tuo giro, iscrivendoti a qualche associazione.
Io ho conosciuto tanta gente nuova, iscrivendomi ad un corso di fotografia. Sono sicure che Roma offre un sacco di possibilità per fare nuove conoscenze. Basta solo un pizzico di iniziativa.

Un abbraccio

Alice
minou
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Re: La ricaduta

il Lun Lug 09, 2018 6:34 pm
Undefeated ha scritto:

Un ultima cosa, se mai l'incontrate con il/la nuovo/a partner, non ci si puo' e non ci si deve nascondere, si puo' solo offrire una frase, quella che sara' capace di svegliare il malcapitato/a al momento opportuno: "Buonasera, come va'? State insieme? Condoglianze". Poi si voltano i tacchi e c'e ne andiamo ma non senza prima vedere la faccia che fara' l'ex, e' un esperienza impagabile e vi sfido a non sorridere e a non ritrovare la l'autostima.
Undefeated, solo su questo punto non sono d'accordo... in questo modo daremmo troppa soddisfazione al NP, dimostreremmo che ci importa, che ci brucia che stiano con un'altra persona...mentre invece credo sia meglio mostrare indifferenza. Un semplice "Ciao" magari-se si riesce- sfoggiando un bel sorriso smagliante, e fine. Io almeno la penso così.
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Undefeated
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Re: La ricaduta

il Mar Lug 10, 2018 12:16 pm
Buongiorno Minou,

Io parto da un presupposto, che non me ne potrebbe importare di meno di cosa pensa l'NP in linea di massima, pero' mi interessa lasciare quella frase nella testa della sua prossima vittima. Un giorno, molto piu' in la', quando incomincera' ad avere i suoi dubbi, quella frase tornera' e la incoraggiera' nella direzione giusta. L'importante e' come la si dice: con un sorriso aperto, senza nervosismo, serenamente. Se poi si avesse la fortuna di farlo mentre si e' accompagnati, in coppia, allora sarebbe perfetto.

Di nuovo, ci vuole veramente poco. Basta anche avvicinare la persona dell'altro s*sso piu' attraente che si trovi nei d'intorni, anche se sta con il rispettivo partner, spiegare brevemente la situazione, il pericolo che corre il nuovo partrner dell'NP e chiedere di farsi accompagnare in modo da mettere in guardia il/la malcapitato/a senza venir messi in discussione troppo facilmente. Una volta fatto cio' che si doveva fare la persona che ci ha accompagnati puo' tranquillamente tornare a fare quello che faceva prima. Di solito quando sia le donne che i uomini vengono chiamati in causa per aiutare a mettere in guardia una persona dello stesso s*sso, lo fanno.

Voglio sottolineare che non e' una questione di rivalsa, di vendetta, e questo deve quanto piu' possibile trasparire. Non e' affar mio che l"NP poi deve una volta ancora inventarsi qualcosa per giustificare gli eventi per farli collimare con la sua narrativa illusoria. Infine, piu' incoraggiamo l'NP a tirare conclusioni sbagliate sia su di noi che in generale, incluso il pensare che a noi c'e ne freghi qualcosa di loro quando invece c'e li siamo messi dietro le spalle da un pezzo, e meglio e'. Questo si traduce sempre ed inevitabilmente in un evidenziare cio' che non va' in loro.
aliceinwonderland
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Re: La ricaduta

il Mar Lug 10, 2018 12:39 pm
Ma, caro Undefeated,
una volta una mia amica venne messe in guardia.
Lei stava con un tipo che all'inizio sembrava un santo.
Si accorse che erano seguiti da una donna e si fermo' ad ascoltarla.
Questa donna si mise a piangere e a raccontare tutte le sofferenze che le aveva causato quest'uomo.
L'NP disse alla mia amica "è una povera pazza che mi stalkerizza e non ha voluto accettare la fine della nostra storia".
La mia amica ovviamente credette a lui... per poi pentirsene amaramente qualche mese dopo ed essere lasciata, per motivi economici, a due mesi dalle nozze.
Alcune donne sono talmente 'innamorate' che, se le metti in guardia, arrivano anche a pensare 'Guarda questa povera sfigata che è stata lasciata... io sono diversa, sono speciale e lui mi ama come come un pazzo".
Non sono presentuose... semplicemente lui, con il love bombing, è riuscito a farle sentire delle regine.
Alice
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Re: La ricaduta

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