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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Gio Apr 19, 2018 9:22 pm
Dreamer in questi giorni per me va allo stesso modo. Questo è un periodo particolare perché mi ricorda il periodo d'oro con lui, quando ci siamo conosciuti..e credevo che sarebbe stato più semplice da affrontare a distanza di tanti mesi. Invece no, anche io ci penso costantemente e sono stanca. Sono arrabbiata con me stessa perché a questo punto fare passi indietro mi innervosisce. Spero che questo periodo passi, anche se con tempi più lunghi del previsto. Sono stanca e anche a me fa male il cuore, senza forze.
pepita
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Gio Apr 19, 2018 9:32 pm
Ragazze mi associo anch'io...È un periodo così in più fa caldo e mi innervosisco...Penso all anno scorso quando vivevamo insieme e alla sera uscivamo sempre...nn riesco a dimenticarlo e anche oggi ho pianto tanto...che vita è questa? Io nn ce la faccio più sono stanca...In più al posto di andare avanti vado indietro mesi...nn so cosa fare sono davvero disperata...
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Devastata
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Gio Apr 19, 2018 10:21 pm
Idem... pianti su pianti e nostalgia, nonché continui flashback e ricordi dello scorso anno in questo periodo.
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Lun Apr 23, 2018 2:13 pm
Voglio condiviedere con voi un mio pensiero, qui che considero un pò come un porto sicuro cui approdare, prendere fiato e ripartire.
Domani la mia migliore amica, la persona che più mi conosce al mondo e che mi accompagna (nonostante la lontananza geografica) da molti anni, si sposa.
Ho fatto il possibile per esserci domani e infatti ci sarò.

So che è la cosa che più la rende felice, quello che sogna da una vita Smile Perciò voglio essere accanto a lei in questa giornata importante per lei e condividere la sua gioia.

Il mio stato d'animo? Beh, il dolore acuto ormai è, grazie al Cielo, un ricordo.
Quello che c'è ora è uno stato di disagio costante, che mi impedisce di fare il passo successivo verso la riappropriazione di me stessa e della mia vita senza di lui, senza quel rapporto, senza quel legame.

Ma domani voglio scegliere di mettere in primo piano la gioia per la mia amica, domani mi unirò alla sua felicità e lascerò da parte l'egoismo e l'egocentrismo degli ultimi tempi.
Domani decido di stare bene, scelgo di sintonizzarmi su un altro canale, di risuonare con la sua felicità.
Lascerò tutto il resto al giorno dopo. Domani sarò felice con lei, sarò felice per lei.

sissi
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Lun Apr 23, 2018 4:38 pm
si si si ....e' giusto, comportati diversamente da chi ti ha ferito così tanto ...domani pensa a lei Very Happy
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Lun Apr 23, 2018 6:56 pm
Be che devi fare? È ovvio che devi divertirti ed essere felice x lei...ecco io quando sono con i miei amici nn ci penso mai al cogli*ne...Il problema è quando sono da sola...Mi raccomando ridi e divertiti!!
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Lun Apr 23, 2018 9:38 pm
Beata te pepita! Io al cog***ne ci penso invece ... anche se non è nei miei "pensieri consci", lo sento cmq che serpeggia nella mia mente
sissi
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mar Apr 24, 2018 9:17 am
lo sò ragazze, ma poi passerà, ricordatevelo sempre ....e come dice Pepita....ma che vita e' questa ? questa e' la vita di mezzo, quella nella quale ci si cura e si rinizia a vedere noi stesse le nostre esigenze ed a guarire da loro e dai loro comportamenti orribili che ci hanno portati ad essere qui. Non era vita quella , non era vita . Ma noi ce ne dimentichiamo mentre piangiamo per l'amore che avremmo voluto , ma che non era. E allora prendiamocelo quell'amore che cerchiamo, e non smettiamo di cercarlo fino a che non lo troveremo. Le briciole di veleno, non sfamano ed anzi alla fine uccidono.
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mar Apr 24, 2018 10:59 am
Sissi a me è rimasto un grande nervoso senso di rivendicazione...giustizia ecc ecc che poi nn serve a un c***o ne sono consapevole ma nn ci posso fare niente mi viene un nervoso soprattutto quando ancora una volta mi ha incolpata dicendo che avrei potuto comportarmi meglio...
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mar Apr 24, 2018 10:39 pm
ed e' questo il gioco al quale vuole che tu partecipi. Non conta cio' che ha detto lui, come sempre e' cio' che pensi tu di te stessa. Quando da sola , capirai, che tu non potevi cambiare niente e che la fine di questa MAGNIFICA Shocked storia non è dipesa da te.....vedrai che ti sentirai piu' libera. Non dipende da te!!!!!!
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mar Apr 24, 2018 11:17 pm
Già...ma tutto quello che detto lui erano bugie o cose inventate o cose a caso...quindi si bisogna pesare le parole da chi arrivano specialmente se è un malato di mente...Comunque la voglia di tirargli un pugno in faccia nn mi passa nn so perché
morden
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Gio Apr 26, 2018 12:30 am
ciao a tutti, io sono entrato in questo forum completamente destabilizzato, il lavoro, come dicono, al mio sistema immunitario psicologico era stato fatto proprio bene, ho il ricordo delle ossessioni, ossessione nel pensare a lei in ogni istante, ossessione x i sensi di colpa,  per il non aver fatto abbastanza.Il non riuscire a pensare ad altro che a lei mi rendeva schiavo, niente e nessuno poteva essere piu familiare di lei, attorno gli altri mi erano indifferenti perchè nessuno poteva conoscermi e capirmi a fondo quanto lei e quindi darmi ciò di cui necessitavo, come, e se non, lei.il timore di non uscire da questa prigione fatta di lei.Non sarà cosi, posso dirti che è dura questo si, o meglio che perdura ma, e io non ci credevo, fidati se ne esce e ne sono uscito anche io.Non voglio essere banale ma anche i sentimenti per loro, passano come per gli altri, con loro ci vuole piu tempo, perchè nessuno ti da cosi tanto nel profondo e.. brutalmente ti toglie tutto in un istante, dopo aver preso a picconate la tua anima, in un istante non sei piu nessuno, cosa che non accade, se non gradatamente nelle relazioni con persone diverse da loro.Posso solo dirti che ci vuole pazienza, perchè passi da periodi in cui starai bene, avrai la parvenza di riprenderti ad altri in cui ripiombano loro e tutti i ricordi. Cerca di essere paziente, perchè te lo garantisco, FINIRANNO..Le altalene e motive, quelle per cui ti senti vivo, sono un problema, non si può vivere di ansie di timori, sono una stortura, forse un giorno ti stancherai, perchè ti hanno trucidato, e ricercherai una maggiore tranquillità, perchè , almeno per me, fra il vivere solo, sereno, ma con un velo di malinconia che viene fuori quando pensi che ti manca l'affetto, e  ....avere una relazione dove ti struggi nei pensieri, nel capire l'altro o non capire i suoi bisogni se non i tuoi limiti, dove vivi  un giorno si e uno no, l ansia x non essere abbastanza, l'ansia  dovuto alla minaccia di essere tradito, il conflitto continuo, alternato ad uno di tenerezza(temporanea),...io francamente preferisco vivere, oggi, da solo.


Ultima modifica di morden il Gio Apr 26, 2018 12:11 pm, modificato 1 volta
pepita
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Gio Apr 26, 2018 8:36 am
Ciao morden,
Grazie per la tua testimonianza, per adesso i miei pensieri sono questi (nn so se sia una fase) quella di adesso è più brava e nella di me, con lei nn farà quello che ha fatto a me visto che ormai sono 8 mesi che stanno insieme, io gli stavo sulle palle e mi odia come se gli avessi ucciso la madre, a sta gente va sempre bene tutto. Sarò ripetitiva lo so ma per adesso è questo quello che provo la sensazione di essere stata avvisata e questa è la punizione che mi sono meritata perché nn mi sono comportata bene e che lui adesso è felice con questa e lei è felice con lui e il problema ero io e nn capisco se nn sono normale io e lui lo è...insomma un casino tremendo...
morden
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Gio Apr 26, 2018 12:20 pm
se sono np, si stancheranno anche della prossima fino a che avranno nutrimento ci staranno..ma loro non ce la faranno a vivere il quotidiano, non per molto tempo, salvo mantenere vivo il rapporto attraverso altri, le c.d triangolazioni.Anche la mia ha un altro rapporto che pare vada meglio del nostro, ma posso garantirti che anche con me all'inizio ha parlato male dell'ex ed esaltato me con tutti, io ero infinitamente diverso, molto meglio dell'altro..l'uomo giusto, lei al maschile diceva...mi bloccò dappertutto nel timore che potessi assillarla quando mi lasciò e iniziò una nuova storia 5 giorni dopo avermi lasciato, mai piu sentita ne vista..e io ero il migliore..quindi non stare a guardare come procede la sua relazione con l 'altra pensa ogni giorno a te quando puoi ad elaborare questa storia e dedicarti alla tua vita, riprenditela in mano, un abbraccio.
pepita
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Gio Apr 26, 2018 1:10 pm
Stessa storia mia...identica...incredibile....Anch'io ero più intelligente della ex e questa nn è rompicoglioni come me così dice in giro...Un abbraccio anche a te grazie
Alita86
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Dom Mag 06, 2018 11:31 pm
Ho lette questa conversazione ed io provo lo stesso stato d'animo: l'apatia. Mi manca quell'adrenalina del si fa sentire-sparisce, mi sembra tutto così vuoto, privo di senso. Non credo più che esista l'amore arrivati a trent'anni, sarà forse anche che molte delle mie amiche più strette sono fidanzate solo per paura di rimanere da sole (lo ammettono pure), ma è solo un' illusione. Ultimamente mi chiedo forse questi narcisisti non esistono, sono solo un modo per giustificare il nostro fallimento. Forse eravamo semplicemente persone incompatibili che si sono ostinate in una sottospecie di relazione e se fossimo scappati appena vista la così detta ''mala parata'' non sarebbe finita così evitando tutte queste sofferenze.Magari adesso hanno trovato una persona con cui veramente stanno bene cattiva e meschina, insomma più simile a loro.
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Dom Giu 10, 2018 6:14 pm
Cavoli...non riesco proprio a tirarmi fuori da quest'isolamento...anni fa era una scelta, perciò non mi pesava. Oggi è un grosso macigno da trascinarsi, una trappola forse da cui non riesco a liberarmi.
Ed è pericoloso. Lo è perché non potendomi nutrire di sane e positive relazioni, la mia mente e la mia parte emotiva ferita tornano a lui, vogliono lui. Lui, anche se è l'ombra di se stesso, lui anche se è quello che è, lui anche se in fondo nemmeno esiste...beh non importa...in questa fase precaria e incerta della mia vita su tanti fronti, lavorativo, relazionale,s sentimentale, la parte di me piccola e ferita vuole lui,vuole le sue braccia in cui trovava rifugio.
So che dovrei amare me stessa ed essere la mia forza. Non sono ancora a quel livello. Mi sento piccola e vorrei un suo abbraccio, vorrei che lui fosse al mio fianco.
Perciò dico che sono in una fase pericolosa.
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Dom Giu 10, 2018 10:33 pm
Cara Dreamer, tu in realtà non vuoi lui, non desideri lui, ma l'idea che te ne eri fatta, i sogni (come dice il tuo nick stesso sei una sognatrice Wink ) che hai fatto con lui e su di lui...perché ti senti sola e perché, come dici tu stessa, sei in una fase della tua vita in cui tante cose sono incerte. Pensa a questo, invece , come un dono: ora hai capito che ti sentivi talmente sola da accettare anche uno come lui. Fai tesoro di questa lezione. Il pericolo c'è se tu lo permetti. Le incertezze ci sono, certo, per tanti di noi, che siamo più sensibili, profondi e idealisti...ma fa in modo che almeno una cosa diventi certa: l'amore per te stessa.
Un abbraccio e se ti viene la tentazione di chiamarlo o scrivergli, scrivi piuttosto qui o scrivimi in privato.
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Lun Giu 11, 2018 1:13 am
Grazie per le tue parole minou! Hai detto una cosa molto vera ed è proprio perchè l'amore per me stessa è ancora scarso che in alcuni momenti di maggiore debolezza correrei il pericolo di ricadere, con lui, ancora. Però ora sto meglio...sono corsa a scrivere qui laddove sarei voluta correre da lui ed è passata! In più vedo anche che in fondo ora vedo con chiarezza tutti i meccanismi malati che si erano instaurati tra di noi e so anche che cmq lui non risolverebbe un bel niente delle mie "crisi esistenziali" e questo a prescindere dal suo disturbo. Penso a lui perchè, beh tu sai perchè, e perchè proprio questa relazione con lui ha fatto esplodere quella bomba di groviglio interiore che avevo già dentro.
Dalla mia parte ho una forte consapevolezza, maturata a fatica e lacrime in questi mesi, e questa non me la toglie nessuno.
Certo, mi darei due sberle da sola perchè ancora ho i miei momenti di debolezza e quei maledetti pensieri.
Di strada da fare ne ho parecchia!
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Undefeated
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mar Giu 12, 2018 10:44 am
Buongiorno a tutte, e particolarmente a Dreamer e a Pepita,

Credo si possano delineare delle tappe comuni a tutti noi, nel recupero dopo essere stati ammaccati dai nostri rispettivi NP. Averne in qualche modo coscienza ci conferma che stiamo sulla strada giusta, che ogni uno di noi deve prendersi il tempo necessario per ogni tappa, e che infine il tutto verra' lasciato dietro le nostre spalle avendoci arricchiti nello spirito e rafforzati.

Credo che con il prendere coscienza di quello che il nostro NP e', e quello che ci sta' facendo, arriviamo tutti prima o poi alla conclusione che vada allontanato. Subentra poi un periodo di confusione, e' del tutto naturale. Si alternano rabbia per cio' che ci hanno fatto, e rabbia verso noi stessi per quello che ci siamo lasciati fare. Questo e' un momento particolarmente delicato, perche' in questa fase, nonostante fisicamente li abbiamo allontanati, loro hanno ancora un cappio intorno al nostro collo. Prova ne e' che nonostante siano fisicamente non presenti, li abbiamo costantemente nei nostri pensieri.

Per lasciarli andare via, anche nei nostri pensieri, e poter cosi dedicarci a noi stessi, alla nostra vita pienamente, bisogna prendere tempo e non cedere alla tentazione di voler obbligarli in qualche modo a prendere coscienza delle loro responsabilita' e le ingiustizie che hanno perpetuato nei nostri confronti. Non sappiamo forse gia', a questo punto, che non riconosceranno mai queste cose? Non ha senso incominciare a fare cio' che fanno loro, cioe' illudersi che le cose stiano come le vorremmo, piuttosto di come stanno realmente.

I NP non se ne rendono conto, e non vogliono rendersene conto. Per una serie di vicissitudini, legate a traumi emotivi, gli NP sono arrivati ad una serie di conclusioni errate nel tentativo di difendersi e rafforzarsi. Per loro chiunque abbia empatia e quindi abbia anche un'assenza di desiderio di elevarsi a giudice dei comportamenti altrui, chiunque creda nell'amore, e' un povero illuso. L'essere un povero illuso per loro e' sinonimo di debolezza. Avendo noi scelto attraverso il modo in cui conduciamo le nostre vite, di essere poveri illusi, per loro noi abbiamo anche scelto di lasciare la porta aperta ad essere utilizzati come strumenti. Ai loro occhi e' esclusivamente colpa nostra se ci mettiamo in questa condizione. Quando noi mostriamo loro la nostra rabbia, il nostro risentimento, i nostri sensi di colpa per avergli dato la possibilita' di farci quello che ci hanno fatto, noi non facciamo altro ai loro occhi che confermare la validita' di quello in cui credono.

Eppure noi dobbiamo raggiungere a una chiusura soddisfacente, una in cui e' quello a cui crediamo noi ad avere un senso, non quello a cui credono loro. In realta' quello che ci impedisce di raggiungere questa chiusura a noi soddisfacente, e' il dubbio. Il dubbio che forse siamo davvero stati dei poveri illusi. Quindi ci dobbiamo prendere il tempo di sciogliere questo dubbio, e abbiate fede, il dubbio si sciogliera'.

Poi, quando le conferme che l'empatia e l'amore siano i cardini di una vita piena ed appagante si accumulano e ci rassicurano nuovamente, si arriva alla fase finale della chiusura. Queste conferme ci porteranno a vedere il nostro NP per l'essere infelice che e'. Ci porteranno a comprendere la tragedia della loro vita. Una vita spesa con gli strumenti sbagliati a ricercare soluzioni sbagliate, per arrivare con una corsa mozzafiato al capolinea sbagliato.

Il male che hanno subito nell'infanzia li porta a credere che il mondo sia molto piu' crudele di quanto non lo sia realmente. Spendono una vita a distruggere cio' che questo mondo ha da offrire come prova che non sia poi cosi crudele, cioe' noi. La conclusione inevitabile per loro e' ritrovarsi un esercito di ex alle spalle che dopo aver conosciuto loro, hanno preso ancora piu' coscienza di quanto sia senza senso vivere senza l'amore. Nella loro rabbia, questo e' proprio uno dei loro timori piu' grandi e lo esorcizzano facendo finta che stanno benissimo con la loro prossima partner, mentre si fanno forza nel vedere noi mettere in dubbio che forse se non ha funzionato con noi, era proprio colpa nostra. Pero' per quanto uno si sforzi in una recita, rimane una recita. E le recite prima o poi finiscono sempre con la realta' che riprende prepotente il suo posto.

Mi spiego: un giorno mi sveglio e mi rendendo conto di essere frustrato. Ho la netta sensazione che dovrei essere destinato a grandi cose mentre conduco soltanto una vita da agricoltore. Vado al negozio e mi compro un costume da Superman. La mattina seguente vado al solito bar a farmi il cappuccino, e m'inc*zzo con tutti finche' non si decidono a chiamarmi Superman. Poi vado al supermercato e faccio la stessa cosa. Alla fine, per non avere rotture di scatole, tutti mi chiamano Superman. Mica vuol dire che il giorno dopo inizio a volare? Vi pare? E se non prendo a volare, mica qualcuno si fara' venire qualche senso di colpa. No?

La funzione del NP, per quanto possa essere difficile da credere in un primo momento, e' precisamente di essere un monito per noi. Colui che crede di utilizzare tutti come strumento, si e' in realta' attraverso i mezzi che ha scelto, svilito dall'essere umano che avrebbe dovuto essere, a strumento egli stesso. Il loro inevitabile destino e' di finire soffocati dalle prove accumulate in una vita. Avranno combattuto strenuamente a non riconoscerle, e solo nell'atto di soffocare potranno rendersi conto, forse, che la loro e' stata una vita spesa inutilmente.

Quando ci rendiamo conto di questo, non ci sara' rimasto in noi alcun sentimento negativo ne per loro, ne per noi stessi. Nessun odio, nessun senso di colpa. Ci sara' solo la presa di coscienza che ciascuno di noi si e' ritagliato, liberamente, il rispettivo percorso che porta alle rispettive destinazioni.

Questo e' il nostro percorso. Ogni uno di noi e' ad una determinata tappa, e dovra' prendersi il tempo necessario per concluderla. Non e' una gara a tempo, ogni uno ci mette il tempo che deve metterci. Un passo alla volta, queste tappe si succedono fino ad arrivare alla inevitabile conclusione. Una conclusione molto positiva per noi. Chi pianta un rovo non si ritrovera' con un ciliegio pieno di fiori e frutti, si ritrovera' casomai le spine, ed il mondo non cambiera' questa regola per accontentare un Narcisista Perverso, l'unico vero povero illuso in questa storia. Poco importa quello di cui si e' convinto, ne quante astuzie usa per giustificare le sue convinzioni, scemo e' e scemo rimane.
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mar Giu 12, 2018 2:44 pm
Grazie per le tue parole Undefeated (nick fantastico Smile)
Devo ammettere che sei un pò il saggio di questo forum! Le tue parole, la tua lucidità priva di qualsivoglia rancore/astio/rivendicazione, per quanto mi riguarda trasmettono un senso di pace e forza interiore insieme.

Riguardo al fatto che ognuno di noi segua il proprio percorso di "guarigione" con i propri tempi, concordo. Però, se è vero che lo penso per gli altri, nei miei confronti sono molto critica ed esigente. Mi sembra a volte assurdo che dopo così tanti mesi io ancora sia "legata" a lui, che io ancora non l'abbia superata. Ci si mettono anche le persone a me vicine, che criticano e giudicano malamente questo mio stato e si limitano a dire "cancellalo", come se fosse un tratto di matita venuto male.
Eppure di passi in avanti ne ho fatti. Mi rendo conto però che chi non ha vissuto relazioni simili non comprende minimamente il trauma che si cela dietro. E spiegarlo è tempo perso, con un senso di frustrazione che si guadagna in cambio.
Ho superato le diverse fasi, quella dello shock, del dolore più acuto, dello sfinimento fisico e mentale, della rabbia, del desiderio di rivalsa...Mi sono bloccata al punto in cui dovrei rifarmi una vita senza di lui. Mi spiego meglio: lui non c'è più fisicamente, ma c'è ancora nei miei pensieri, nei sogni e nei progetti che avevo fatto, c'è nella città in cui vivo, nelle persone in comune. So della sua vita e cado nel confronto. Lo vedo e lo so vivere la sua bella vita, fatta di tutto quello che si possa desiderare...mentre io sono bloccata nei miei ingranaggi.
Mi si dirà che in fondo sono e saranno sempre delle persone vuote, infelici e insoddisfatte. Io vedo solo che lui sta bene, ha una relazione ormai da mesi, ha un lavoro che gli piace, amici ecc ecc.
Di contro a me sembra di andare un pò di qua e un pò di là, sola, facendo persino cose che mai avrei creduto di fare, scoprendo la cosiddetta "ombra" di cui parla Jung.
Insomma questa relazione mi ha portato a fare i conti con me stessa, anche con le parti che non sapevo di avere, mi ha cambiata e mi sta ancora cambiando. In tutto questo le persone a me vicine non mi sono di sostegno. Non accettano il mio cambiamento, vorrebbero imporsi nella mia vita e dirmi cosa devo e non devo fare...insomma, aumentano il mio disorientamento.

Finchè lui è ancora nei miei pensieri, finchè sento ancora quel "legame", finchè non lo lascio veramente andare, non potrò stare bene.
Ora vedo chi è lui, ho smesso di pretendere che capisca le sue responsabilità e il male che fa, ho smesso di pretendere che sia diverso. Non ho più rabbia nei suoi confronti, nè rancore. Nè condanno me stessa per avergli creduto, per aver creduto al suo amore che in verità era solo un bell'inganno.
Tuttavia la mia vita sembra ferma, senza più progettualità alcuna, "insipida", bloccata da credenze distruttive acuite dall'esperienza vissuta, in un labirinto che mi pare senza uscita.
Joelle2
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mar Giu 12, 2018 4:07 pm
Dreamer, non devi avere fretta e rimproverarti che non ne sei ancora uscita.
Tu stessa ne sei consapevole: non è solo la fine di una storia come se ne possono avere tante; è qualcosa che ha innescato una bomba che già era dentro di te.
Devi avere pazienza con te stessa.
E anche con gli amici che, fortuna loro, non capiscono cosa ci siamo vissuti e cosa ci stiamo tuttora vivendo. Preghiamo che non lo debbano scoprire mai sulla propria pelle.

Tu, tecnicamente parlando, ti stai disintossicando da una sostanza, e come sempre accade in questi casi, il processo non è né breve né indolore.
Lui, che tu ancora invidi o usi come pietra di paragone, è la droga... e il suo destino è fungere da droga per X persone.
Sarà pure felicissimo, massì perché no? In ogni caso non può evolversi, il suo copione è e resta quello.
Tu invece soffri come un cane, ma il dolore è sempre il sintomo sano, il campanello che ti avverte della presenza di un problema che può essere risolto.
E' il segno certo che un cambiamento è in corso.
Non te lo dico per consolarti, perché alla fine tutto dipende da te, dalla tua voglia di vivertela tutta, andandoci sino in fondo e superandola - coi tempi tuoi e a modo tuo. Certo, è faticoso.

Prendilo come un viaggio che stai compiendo da sola.
Contemporaneamente, se puoi, cercati dei compagni di strada...
ad esempio noi, che siamo in grado di capirti, ma anche e soprattutto focalizzati sulle persone migliori che conosci, quelle più solari, con l'energia più positiva.
A me è servito tanto il sostegno degli amici più intimi e sensibili, soprattutto di un amico maschio, che per me è come un fratello e rappresenta ai miei occhi un modello maschile sano, luminoso (non che sia perfetto e senza difetti, eh! Anzi, ma appunto, è umano. Vivo e umano, al contrario di NP 1 e 2)
Circondati di persone vive, umane, calde, che ti vogliono bene...
e se non ne conosci, o non ne conosci abbastanza, cercale!
Ci sono, ci siamo, e ci attiriamo a vicenda perché siamo simili

il modo migliore per sfuggire alla tenebra è quello di cercare attivamente il sole, e restarci il più possibile, esposte ai suoi raggi caldi e avvolgenti
Cambia la prospettiva,
non è tutto nero come lo vedi tu, credimi
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mer Giu 13, 2018 8:37 am
Grazie Joelle!
In effetti in quest'ultimo periodo vedo tutto sotto una grossa lente negativa, anche se come dici tu dopotutto è una mia scelta, quella di vivermela fino in fondo e scavare dentro me stessa, motivo per cui ho smosso e scosso una serie di problematiche interiori che erano solo sopite e di cui non ero nemmeno consapevole.
Vorrei solo stare bene e invece mi sento bloccata...sì, alla fine di questo processo/percorso "evolverò" sicuramente, mentre come dici tu lui ripeterà a vita il suo solito copione (migliorando però nella sua capacità di dissimulatore, come già è migliorato ahimè in questi mesi).
Non posso contare sul sostegno di nessuno, anzi spesso devo persino giustificarmi e questo non fa che togliermi ulteriori energie, perciò talvolta mi pare di cedere e vorrei persino riaverlo Rolling Eyes Rolling Eyes
Tuttavia mi sento al contempo forte...l'altra sera piangevo dopo una lite con i miei familiari (sempre perchè non comprendono i miei disagi), ma ho alzato la testa e guardandomi alla specchio del bagno, tra le lacrime, mi sono sentita cmq forte, non so dire come.
Avrei bisogno di persone positive e sane e sagge al mio fianco, ma devo ancora aspettare. Ho fiducia, voglio avere fiducia che come è passato quel dolore insopportabile che non avevo mai provato prima, supererò anche questa fase di stallo, che metterò quella persona in un cassettino della mia mente e del mio cuore (non posso/non voglio cancellarlo, gli voglio persino cmq bene) che non aprirò più e solo così potrò riprendere in mano la mia vita.
E allora so che arriveranno anche delle persone sane finalmente. Nel frattempo ho voi e questo forum, che per me è un pò come un diario che sto tenendo lungo le varie fasi che sto vivendo e che mi risponde pure! Smile
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mer Giu 13, 2018 4:25 pm
Dreamer non devi/dobbiamo avere fretta di guarire. Purtroppo usciamo da relazioni non paritarie, tossiche o comunque non normali. Sottoscrivo la maggior parte delle cose che hai detto. Anch'io come te ho difficoltà a parlarne con familiari perché si innervosiscono davanti a questo argomento e mi stupisco come dopo un anno sia ancora in una situazione precaria. Penso sempre alla relazione con lei, ho ancora sensi di colpa, una certa insicurezza a momenti su chi sono, ansia, disinteresse o coinvolgimento basso per attività che prima mi appassionavano tantissimo, difficoltà a concentrarmi e agitazione quando sono nei pressi di casa sua che, sebbene Roma sia grande, non è lontana da casa mia etc. Tuttavia, in questi alti e bassi ho momenti di lucidità (anche grazie ai consigli di utenti dei forum, alle storie di altre persone e alla generale delusione e consapevolezza sulla qualità del personaggio con cui mi sono relazionato) in cui mi sento forte però poi ricado in una sensazione di sconforto, fallimento, o meglio incredulità per l'assurdità della relazione e per la destabilizzazione che mi ha provocato. Credo che questo tipo di relazioni vadano a toccare dentro di noi punti irrisolti che pensavamo di non avere o di aver abbandonato ormai. Per quanto mi riguarda è l'insicurezza personale che, dal ginnasio in poi (ora ho 33 anni), non credevo costituisse più un problema anzi ero assolutamente sicuro su chi ero, quali erano i miei obiettivi e sulle mie capacità nel raggiungerli. Ora invece c'è un pò di sfiducia. Tuttavia, come ho detto prima, non dobbiamo stupirci sul fatto di essere ancora agganciati a queste relazioni né imporci di voltare pagina perché elaborando e pensando le cose verrano da sé... o almeno lo spero : )
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mer Giu 13, 2018 7:33 pm
Bah ha scritto: Credo che questo tipo di relazioni vadano a toccare dentro di noi punti irrisolti che pensavamo di non avere o di aver abbandonato ormai.

Assolutamente! E' proprio così!
Anch'io vivo questo periodo in maniera particolarmente altalentante, come hai scritto tu...
Spero di riuscire a sganciarci al più presto ... Chiaramente il percorso di conoscenza di sè e crescità è infinto, quindi non potrà che proseguire, ma almeno senza più i loro fantasmi!
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

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