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Dreamer
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La difficoltà di tornare a vivere...

il Gio Mar 29, 2018 9:20 pm
Sono passati mesi ormai...la fase acuta del dolore, della rabbia, dell'impotenza, dell'ingiustizia, delle lacrime senza sosta, è passata.
Però non sto bene. Sono giorni in cui è tornato a farsi sentire un certo senso di angoscia...e oggi, ascoltando un pezzo di musica classica, mi è venuto uno scoppio di pianto improvviso durato pochi secondi e apparentemente inspiegabile. Dietro questa angoscia e quello scoppio di pianto c'è ancora la sua ombra.
Non ho smesso di pensare a lui. Non nel senso romantico del termine, ovviamente. Ci penso e basta. E mentirei se dicessi che non me ne frega nulla di lui. Ci penso, le sue parole continuano a risuonarmi nella mente, rivedo certe immagini, come una pellicola che si riavvolge ogni volta.
Ci penso e mi rendo conto che non sono presente a me stessa. Dimentico che giorno è, dimentico chi ho incontrato, cosa ho mangiato ecc. Non sono presente.
Vivo le mie giornate, vado avanti con i miei impegni, ma non ci sono. Non mi sembra vita, niente mi pare abbastanza, nessuno sembra bastarmi. Sento con angoscia che il tempo adesso sia sprecato, che non abbia valore, che non mi dia emozioni.
Non mi basta più quello che prima mi bastava e mi dava piacere. Non mi basta.
La vita con lui era adrenalinica, era incerta, a tratti tenera, e poi di nuovo incerta. Ora è piatta. Perciò torno a lui con la mente e mi sto impedendo di andare avanti e liberarmi il cervello. Una parte di me, lo ammetto con vergogna, sta tenendo vivo il pensiero di lui consapevolmente.
Non significa che io abbia dimenticato chi lui sia. Ma i ricordi belli li ho, più di quelli brutti. Lui non è stato mai violento nè fisicamente nè verbalmente...ha usato altri mezzi certo, ma prevalgono i ricordi belli.
Scusate lo sfogo ma avevo bisogno di mettere nero su bianco quello che è tornato ad agitarsi dentro di me.
Non riesco a tornare alla vita. Sopravvivo, lascio solo passare i giorni e c'è sempre la sua ombra sullo sfondo. Non mi manca lui, mi manca la vita. Ci sto provando, con i vari supporti di auto-aiuto, libri, video, gruppi, articoli...sto cercando di prendermi cura di me, di conoscermi meglio, scrivo, provo a sforzarmi di uscire e fare, ma non basta, non mi basta e non sono nemmeno costante, come se mi mancasse quella marcia in più per andare dritta verso la meta.
speranza
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Ven Mar 30, 2018 1:29 am
Dreamer, invece stai andando bene, sii fiduciosa. Ti capisco, spesso anzi, praticamente sempre, mi ritrovo a vivere la tua stessa angoscia. Ma mi rendo conto che a questo punto il problema è più mio che indotto da lui. Mi chiedo: perché ho bisogno di queste botte di adrenalina per sentirmi viva e apprezzare la mia vita? Perché non riesco a gioire di quello che ho? che è tanto! Perché mi sembra che nulla avrà più lo stesso sapore? Probabilmente, credo, che di base ci siano miei preconcetti distorti sulla vita. Ho capito che la mia smania di controllo e l'angoscia della perdita, o il mancato raggiungimento di traguardi che a quasi 30 anni credevo avrei raggiunto, in primis avere un compagno al mio fianco e un rapporto solido, hanno fatto vacillare ogni mia certezza. Proprio queste impostazioni mentali, tra le quali l'avere accanto un uomo che aveva (solo) sulla carta tutto quello che per anni ho desiderato, è stata la mia rovina, perché mi ha indotto al sacrificio e all'angoscia di non voler perdere quello che credevo corrispondere alle mie aspettative di sempre. In sostanza, quello che sto cercando di dirti è che a questo punto occorre chiederci perché NOI siamo ancora cosi legate al loro ricordo pur di avere quelle botte di adrenalina anche solo rivivendo mentalmente alcuni momenti belli, ma che si ha la consapevolezza essere artefatti. Io ammetto di avere paura di lascarlo andare anche dai miei ricordi, perché la noia che ora avverto mi angoscia ancora di più e preferisco rifugiarmi nei ricordi adrenalinici, ma è questo il problema, il capire perché, forse ci darà la soluzione.
Sofia
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Ven Mar 30, 2018 1:42 am
Ti capisco tantissimo, la mia psicologa mi ha detto che è una parte anaffettiva di me che mi rende molto difficile provare qualcosa per un uomo, e siccome questo mi ha fatto provare qualcosa di forte sono diventata così dipendente da lui. Perché mi ha fatto sentire viva, e ora sembra che nessuno e niente sia abbastanza. Il morire aspettando un suo messaggio per poi scoppiare di felicità quando lo ricevevo, già so che mi mancherà da impazzire (sto riprovando a riiniziare oggi il No Contact per la 3volta)
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Ven Mar 30, 2018 9:17 am
speranza ha scritto: perché ho bisogno di queste botte di adrenalina per sentirmi viva e apprezzare la mia vita? Perché non riesco a gioire di quello che ho? che è tanto! Perché mi sembra che nulla avrà più lo stesso sapore? Probabilmente, credo, che di base ci siano miei preconcetti distorti sulla vita.

Proprio queste impostazioni mentali, tra le quali l'avere accanto un uomo che aveva (solo) sulla carta tutto quello che per anni ho desiderato, è stata la mia rovina, perché mi ha indotto al sacrificio e all'angoscia di non voler perdere quello che credevo corrispondere alle mie aspettative di sempre.  

Esatto sono proprio queste le domande giuste e che mi pongo ma senza trovare risposta e nel frattempo quest'angoscia che continua nonostante siano trascorsi tanti mesi mi dà un senso di fallimento personale che fatico a gestire.
Le persone mi dicono di andare avanti, che insomma è assurdo pensare ancora a lui, di uscire con altre persone, conoscere nuove persone...fosse così facile come dicono!!
E poi sì, hai ragione speranza, quando parli del peso che hanno le nostre convinzioni e aspettative che abbiamo su noi stesse e lui che è stato l'unico a darmi l'illusione (perchè solo illusione era) di corrisponderle.
Infatti hai detto bene, ora il problema non è lui, ma io.

Sofia ha scritto: mi ha fatto provare qualcosa di forte sono diventata così dipendente da lui. Perché mi ha fatto sentire viva, e ora sembra che nessuno e niente sia abbastanza. Il morire aspettando un suo messaggio per poi scoppiare di felicità quando lo ricevevo, già so che mi mancherà da impazzire

Non posso che condividere ogni singola parola Sofia. E' proprio così. Da una parte lui è stato una sorta di detonatore di mie personali difficoltà, dall'altra mi ha indotto altri bisogni che non avevo. Mi ha fatto provare emozioni così forti mai provate prima e ora niente sembra all'altezza di quei picchi euforici, di quei battiti impazziti del cuore, che provavo h24. Io chiamo vita quello stato lì, ma forse non lo era. Le relazioni, i legami, non ti fanno rischiare di farti scoppiare il cuore. Rolling Eyes
Dovrò lavorare ancora tanto su queste mie convinzioni errate Neutral

Non è per niente facile mantenere il no contact, lo so. Tieni duro e spero che lui stesso ti faciliterà sparendo.
minou
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Ven Mar 30, 2018 11:53 am
Cara Dreamer, ti capisco bene... quelle emozioni forti, quella passione non le ho trovate in nessun altro...anche se**ualmente ...ho provato, dopo di lui, a farlo con un altro, uno con cui peraltro mi trovo molto bene caratterialmente , lo conosco da anni e mi fa sentire a mio agio e rilassata...ma niente da fare, mi mancava il mio ex e mi veniva d fare il confronto con come era il S***o con lui... E mi sono molto spaventata x questa cosa, perché temo che nessuno reggerà il confronto.
minou
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Ven Mar 30, 2018 11:58 am
Dreamer ha scritto:Io chiamo vita quello stato lì, ma forse non lo era. Le relazioni, i legami, non ti fanno rischiare di farti scoppiare il cuore. Rolling Eyes
.
Verissimo , è proprio così. Noi crediamo che quell'adrenalina , quelle emozioni forti, siano vero amore, ma non è così , l'amore vero è rispetto , fiducia e stima , cose che con loro non ci sono mai state.
valevale
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Ven Mar 30, 2018 12:09 pm
Ciao Dreamer,
a volte dovremmo ascoltare il nostro corpo e la nostra mente. Se non hai voglia di uscire non uscire, se sei stanca riposati, se hai voglia di piangere sfogati. Non devi dimostrare niente a nessuno e in verità neanche a te stessa. Spesso ci dimentichiamo che non siamo usciti da una relazione normale ma da un abuso. Guarire da un abuso non è la stessa cosa di elaborare la fine di una relazione. Quando una relazione termina si è tristi, si piange, dormiamo male, mangiamo poco o mangiamo troppo, a volte ci prendiamo un paio di sbronze, e piano piano si torna alla vita, lì avviene una sana elaborazione perchè non ci sono domande senza risposta, non ci sono dubbi, c'è da accettare con serenità che sia finita, e non abbiamo nessuno dei sintomi da sindrome da stress post traumatico. E' come essersi malati di una brutta malattia ed essere sopravvissuti, come essere sopravvissuti a un incidente, insomma non è accettabile pensare che si stia bene subito e si possa riprendere la propria vita come prima. L'esperienza vissuta ci cambia e non si può tornare indietro, si deve accettarlo.

"Nessuno sembra bastarmi. " mi ha colpito questa frase, ma vale sempre lo stesso pensiero: come possiamo pensare di riuscire ad avere una relazione normale e appagante a così poco tempo da quello che è successo? nessuno sembra bastarti non perchè non abbia gran valore, ci sono un sacco di persone meravigliose in giro, ma perchè ancora non stai bene. Non sei pronta, e potresti sabotare belle cose perchè ancora non sei guarita, non sarà un qualcuno che arriva nella tua vita a farti stare bene, prima dei risolvere quelli che tu giustamente chiami "convinzioni errate". E cercare una relazione ora potrebbe essere dannoso perchè assopirebbe quello che ti ha risvegliato questa relazione tossica. La relazione tossica, per quanto sia un'esperienza terribile, fa anche riaffiorare cose che non vanno bene nella nostra vita a prescindere da lui (un rapporto non sano con i genitori, una bassa autostima, credenze limitanti, etc) e qualcosa che possiamo fare per far si che non sia un periodo sprecato è imparare, affrontare questi scheletri, crescere ed evolvere fino a sentirci complete con noi stesse. Quello che arriva dall'esterno migliora e ci accresce ma NON ci completa. L'altra metà della mela non è negli altri ma in noi.

Sofia,
la dipendenza non fa sentire vivi, anzi il contrario, ti da l'illusione di farti sentire viva, ma in realtà ti spegne. Perchè non siamo nati per essere dipendenti, siamo nati liberi. La dose che ti da lui serve ad affievolire i sintomi di astinenza e quindi ti senti meglio, ma non ti sentirai mai bene come qualcuno che non è dipendente. E' tutto finto. Anche la sensazione di sentirti viva. Ricordo che in un libro diceva che essere dipendenti (dalle sigarette ma in realtà si adegua ad ogni dipendenza) è come portare scarpe strette tutto il giorno per provare il sollievo di togliersele, è come sbattere la testa contro il muro per il piacere che si prova poi a non sbatterla più. Ti senti bene quando non la sbatti più ma ti sentiresti meglio se non la sbattessi proprio più. Non so se rendo l'idea. il tuo morire aspettando un suo messaggio per vivere la felicità di riceverlo è proprio questo.

Pensare che sia un'altra persona a decidere della nostra felicità è ancora portare all'esterno, dare agli altri la responsabilità della nostra felicità. Siamo noi che decidiamo ogni giorno se essere felici o no, tristi o no, lo decidiamo noi perchè siamo responsabili di come viviamo la nostra vita e di come affrontare le cose, possiamo affrontarle con vittimismo oppure in modo attivo, possiamo prenderci la responsabilità oppure delegarla agli altri, possiamo accettare un giorno di essere tristi oppure negarlo e spiaccicarci in faccia un sorriso forzato, in ogni caso in ogni scelta che facciamo non giudichiamoci che già ci hanno giudicato abbastanza, facciamo quello che ci sentiamo.


sissi
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Ven Mar 30, 2018 7:29 pm
ciao,concordo totalmente con le belle parole di Valentina , noi possiamo decidere per noi stessi, noi possiamo decidere di stare bene . E anche che ....questa non e' una fine di rapporto normale, qui non ci si puo' sentire come dopo un rapporto normale, qui si devono elaborare tante cose diverse e terribili. Si , non ti senti bene , e' tipo una crisi di astinenza , ma non da lui, da te stessa, ma ti rendi conto di quanti progressi hai fatto ? ma ti rendi conto di quanto sei andata avanti ? e allora datti serenita' datti pace , datti tempo, quel tempo per guarire te stessa, quel tempo per volerti bene e dirti ...adesso ci sono io qui, sono qui per tutto il tempo che ci vorrà. Cosa che lui non ha fatto e non farà mai
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Ven Mar 30, 2018 9:34 pm
Grazie a tutte ragazze per le vostre risposte.
Mi dimentico che non è stata una relazione normale e soprattutto cado nella trappola di pretendere troppo da me stessa...perchè mi dico che sono passati 5 mesi e che sembra tanto tempo per superare la fine di una storia. Invece no, perchè quella storia mi ha attraversato dentro con un carroarmato e la persona che credevo di amare è un enigma, è un ombra, è indefinibile.

Temo questo passare dei giorni, delle settimane, dei mesi, mi pesa proprio tanto stare ancora male e non riuscire a godere più delle piccole cose, perchè anelo solo a un'altra dose.

Mi rincuora leggere le tue parole vale, che nonostante tutto quello che hai vissuto, ce l'hai fatta a rialzarti più forte e più bella di prima.
Se mi guardo indietro mi rendo conto di aver fatto passi avanti, di essermi sollevata da quella pozza di dolore in cui ho stagnato per settimane. Ma c'è una voce malefica dentro di me che mi sussurra: ci stai mettendo troppo tempo, stai sprecando il tuo tempo.

Il mondo del resto va avanti, nessuno ti aspetta. Ognuno prosegue giustamente per la propria strada e a me sembra di stare a guardare da una finestra la vita che si svolge davanti ai miei occhi senza prendervi parte.
stellavolante
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Sab Mar 31, 2018 12:36 am
Dreamer, avrei potuto scrivere anch'io ciò che hai scritto, parola per parola un mese fa. C'è questo sfasamento, mi sono chiesta perché, poi mi sono resa conto che una parte di questo "non esserci" era una delle "abitudini" mentali procurate da lui. Nel tempo era riuscito in questo, quando facevo cose senza di lui sentivo una sottile ansia. Come un lieve senso di colpa, forse. Averci fatto caso mi ha ridotto lo sfasamento. Non sono fuori, ma le cose cambiano col tempo. Ora ho malesseri per altre cose, per dire. Sembra come un lungo nastro che deve scorrere, con tanti nodi diversi..
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Dom Apr 01, 2018 12:27 am
Essere autosufficienti, questo è tornare a vivere per me.
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Dom Apr 01, 2018 8:14 pm
.


Ultima modifica di magat88 il Mer Giu 13, 2018 2:34 pm, modificato 1 volta
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Dom Apr 01, 2018 8:42 pm
Grazie magat! Sì, di lucidità ne ho guadagnata parecchio, devo riconoscermelo, e so di stare usando ogni mezzo a mia disposizione per uscirne...
Il No contact ha avuto qualche falla di tanto in tanto, unica "pecca" del mio percorso, ma devo dire che ripensandoci adesso, sono servite anche le cadute e i contatti più o meno diretti che ci sono stati.
Sappiamo tutti che non è un percorso lineare del resto.
In ogni caso, ho ancora bisogno di tempo. Non posso fare altro che prenderne atto e concedermelo.
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Lun Apr 02, 2018 10:22 pm
e' giusto che sia così, non ci corre dietro nessuno, al corpo si può indicare la strada ma non obbligarlo a fare cio' per cui non è pronto. E se non è pronto perchè incolparlo ?
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mar Apr 03, 2018 2:20 pm
Ciao Dreamer, mi aggiungo al coro. Credo che questa fase di astinenza sia assolutamente normale. Non sentirti in colpa ma accetta le tue debolezze. Tempo e no contact prima di tutto. Il resto verrá da sé. Abbi fede e pazienza. Un abbraccio.
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mar Apr 03, 2018 3:12 pm
Qualsiasi tipo di emozione provate o abbiate provato è legata alla sofferenza, per questo è sentita particolarmente, rilassa ed enfatizza il rapporto almeno fino alla prossima trappola. Le emozioni sincere non hanno sbalzi così forti ma una continuità affettiva che non permetterebbe mai l'umiliazione della persona che si dice di amare.
La vita ce la dobbiamo riempire noi di cose belle che non abbiano conseguenze negative, abbiamo la pessima abitudine, io in primis, a scaricare la responsabilità della nostra felicità sugli altri quando invece sta nel nostro atteggiamento verso le persone con cui abbiamo a che fare e la vita stessa.
Impariamo a riempire le nostre giornate di noi!
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mar Apr 03, 2018 3:17 pm
Sono d'accordo Bianca, nessuno puo' renderci felici se non stiamo bene con noi stesse, o dipenderemo sempre da qualcun altro.Loro sono delle persone orribili, ma noi abbiamo le nostre colpe.
Bianca8026
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mar Apr 03, 2018 6:22 pm
So che non è facile, pensate che per me questo è stato l'ostacolo maggiore, quello che mi ha spinta a fare terapia e ancora adesso per evitare che accada mi spingo a ragionare a voce alta come a guardare le cose dall'esterno. Se prima il mio compagno si dedicava a qualcosa che gli piaceva anziché "starmi dietro" per me era una mancanza nei miei confronti, pensavo non mi apprezzasse. Ora credo sia giusto che faccia quello che gli piace anche perché in un periodo che ce l'ho avuto più vicino mi sentivo soffocare. Ho cominciato a gestire il mio tempo dedicandolo a me, a fare quello che mi piace, a vedere di più le amiche, ho imparato a stare sola ed è bellissimo!
Dopo quello che abbiamo passato la normalità diventa qualcosa di bello, a volte ci si annoia ma non dipende solo dagli altri... e comunque piuttosto che stare con uno così preferirei di gran lunga stare sola!
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mar Apr 03, 2018 10:15 pm
Pensare che io vivevo benissimo da sola e riempivo le mie giornate tranquillamente. Dopo di lui pare che mi manchi qualcosa. Mi ero così abituata a stare in bilico, con tutta l'ansia e l'adrenalina che quello stato implicava, che ora non so più camminare sulla terraferma.

E poi oggi pensavo a un'altra cosa. Io sono sempre stata una persona sensibile ed empatica. Mi piace ascoltare gli altri e star loro vicino ... Mi sto accorgendo di essere diventata più sorda alle emozioni degli altri adesso. Non so come dire. Parlo più spesso di me mentre prima non lo facevo quasi mai. E ascolto ed empatizzo meno con i problemi e difficoltà altrui. Come se tutto il dolore e il disastro che questa storia mi ha provocato fossero la mia priorità e la loro intensità fosse tanto forte da fare troppo rumore per sentire anche le voci degli altri.
Capita anche a voi?
È qualcosa che in realtà noto da un po' di tempo e mi preoccupa. Non voglio che si imponga la mia parte egoista ed egocentrata. Non voglio diventare come lui.
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mer Apr 04, 2018 12:58 am
Dreamer è normale, tutte le tue energie fisiche, mentali ed emotive sono tutte impegnate a "guarirti". Rimpicciolita di molto, prova a immaginare quando hai un forte mal di testa o, come nel mio caso, il forte dolore del primo giorno di ciclo, solitamente siamo meno propense all'empatia perché il nostro sentire è distratto e diminuito dal fastidioso mal di testa o dal mal di pancia. Ora moltiplica questo stato per molte volte e per un tempo molto più lungo.
Ora è tempo di dedicarsi a se stessi e non lo dico in senso egoistico, è davvero necessario impiegare le proprie energie per tornare a stare bene. Il tuo corpo e la tua parte emotiva lo stanno già facendo e la parte conscia deve prenderne atto e lasciare fare. L'empatia e la sensibilità torneranno piano piano, quando dolore, rabbia, pensieri ossessivi etc andranno via. Datti tempo, non diventerai come lui. Rispetta le fasi della guarigione senza fretta. Onestamente in quel periodo non sarei neanche riuscita ad aiutare nessuno se non dare un po di supporto a chi si trovava nella mia situazione, ma aiutare in altri problemi non ci riuscivo.
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mer Apr 04, 2018 9:39 am
Grazie Vale. Mi rincuora leggere quello che scrivi e in effetti ha molto senso.
"Rispetta le fasi della guarigione senza fretta" : devo ripetermi questa frase più spesso! I love you
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mer Apr 04, 2018 11:09 am
Dreamer ha scritto:Pensare che io vivevo benissimo da sola e riempivo le mie giornate tranquillamente. Dopo di lui pare che mi manchi qualcosa. Mi ero così abituata a stare in bilico, con tutta l'ansia e l'adrenalina che quello stato implicava, che ora non so più camminare sulla terraferma.

E poi oggi pensavo a un'altra cosa. Io sono sempre stata una persona sensibile ed empatica. Mi piace ascoltare gli altri e star loro vicino ... Mi sto accorgendo di essere diventata più sorda alle emozioni degli altri adesso. Non so come dire. Parlo più spesso di me mentre prima non lo facevo quasi mai. E ascolto ed empatizzo meno con i problemi e difficoltà altrui. Come se tutto il dolore e il disastro che questa storia mi ha provocato fossero la mia priorità e la loro intensità fosse tanto forte da fare troppo rumore per sentire anche le voci degli altri.
Capita anche a voi?
È qualcosa che in realtà noto da un po' di tempo e mi preoccupa. Non voglio che si imponga la mia parte egoista ed egocentrata. Non voglio diventare come lui.

Non sarai mai come lui, credimi. Avremo sempre una sensibilità particolare nei confronti degli altri, perché è nella nostra natura.
Anche io mi sento esattamente come te. Costantemente in bilico mentre stavo con lui, ora svuotata.
Probabilmente questa sorta di anestesia dell’empatia provata in questo momento è utile per farci capire che spesso è usata come un’arma contro di noi. Dovremmo imparare a dosarla (anche se sembra una missione impossibile!) e soprattutto a capire che loro non ragionano come noi, non provano sentimenti come noi, non vivono come noi.
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mer Apr 04, 2018 12:32 pm
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Ultima modifica di magat88 il Mer Giu 13, 2018 2:34 pm, modificato 1 volta
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mer Apr 04, 2018 12:48 pm
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

il Mer Apr 04, 2018 3:51 pm
Ciao a tutti!
Dreamer ti capisco vivo il tuo stesso stato di angoscia dopo 7 mesi dalla rottura.
A volte mi viene voglia di chiamarlo ma mi trattengo...Vorrei anche che mi cercasse ma da 2 mesi nn mi ha più cercata...A questo punto penso proprio che sia io il problema perché lui vive la sua relazione con la tipa che mi ha scartata molto felicemente quindi io penso proprio che il problema sia io. Anch'io cerco di fare di tutto sto anche pensando di cambiare città magari cambiare aria mi farebbe bene però col pensiero sono sempre li è un tormento e anche tanta rabbia...nn lo so se passerà mai nn lo so se riuscirò a trovare di nuovo la felicità e sono sicura che rimarrò sempre sola come mi ha detto lui aveva ragione per il mio carattere starò sempre sola...scusate se vi ho angosciate ancora di più...Un abbraccio a tutte
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Re: La difficoltà di tornare a vivere...

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