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IL NARCISISMO PATOLOGICO FEMMINILE - SECCI

il Sab Dic 02, 2017 3:39 pm
Da sempre gli studiosi della mente ricorrono allo studio dei miti e dei simboli e all’analisi della letteratura e dell’arte per comprendere la complessità della psiche, perché le narrazioni che attraversano i secoli sono rivelatrici della natura umana. In questo senso, la concettualizzazione del narcisismo è emblematica: il termine viene infatti dal mito ellenico di Narciso e dalla fine del ‘900 ad oggi non si è più smesso di indagare sulle corrispondenze sconcertanti tra la storia del giovane mitologico innamorato di se stesso e le vicende psicologiche, psicopatologiche e psichiatriche degli umani.

Tuttavia la letteratura sul narcisismo, ormai secolare, non opera distinzioni precise tra narcisismo maschile e femminile, perciò il funzionamento narcisistico è generalmente inteso come identico negli uomini e nelle donne, con la sola differenza che queste ultime lo manifesterebbero in modo più sfumato e nascosto. Questa sostanziale equivalenza del narcisismo maschile e femminile è valida se si considera il tratto o il disturbo narcisistico della personalità nella sua organizzazione intra-psichica, ovvero se si prende in esame la persona, uomo o donna che sia, con esclusivo riferimento alle sue dinamiche individuali. Ma se si estende l’osservazione al campo delle relazioni e si analizzano le dinamiche e i processi attivati dal soggetto narcisista nell’interazione con gli altri, in particolare nella sfera sentimentale, le analogie tra narcisisti maschi e femmine si fermano a un nucleo comune ed emergono differenze sensibili, clinicamente significative, tra narcisisti e narcisiste.

Un nucleo comune. Il nucleo comune è costituito dall’egocentrismo, dall’invidia, dall’auto-esaltazione, dalla vanità e dall’instabilità degli affetti elencati dai manuali diagnostici. In ambo i sessi, la grandiosità compensa profondi vissuti di inadeguatezza e di indegnità e può manifestarsi con diverse gradazioni su un continuum compreso tra narcisismo sano, patologico e maligno. Uomini e donne narcisisti sono accomunati da un’attitudine alla seduzione e al controllo, tendono a giudicare, a criticare e a svalutare l’altro; condividono la stessa incapacità d’amare e nutrono lo stessa angoscia nei confronti di chi, invece, è capace di amare e di amarli.

Le analogie tra il narcisista e la narcisista si assottigliano quando il funzionamento narcisistico diventa disadattivo e patogeno. Vale a dire che in prossimità, o superata la soglia patologica emergono differenze tra narcisismo maschile e narcisismo femminile, differenze cruciali sotto il profilo clinico, soprattutto nel delicato ambito della psicoterapia delle “vittime”, partner, figli, amici e colleghi di lavoro. Infatti, mentre il profilo del narcisista perverso è conosciuto e sono note le implicazioni traumatizzanti nel rapporto con la partner, la narcisista manipolatrice e le sue strategie sottili possono passare inosservate a causa dell’errata premessa per cui i narcisisti sono tutti uguali, indipendentemente dal genere.

Ne consegue che un uomo soverchiato da una narcisista patologica e dai meccanismi della dipendenza affettiva rischia, come e più di una donna invischiata con un narciso, di non trovare il supporto psicologico necessario o, peggio ancora, di sottoporsi a trattamenti che, soffermandosi sui sintomi e sulla sofferenza individuale, si focalizzano sui suoi disturbi senza tener conto del contesto di manipolazione relazionale che li alimenta. Per una persona schiacciata nella dipendenza affettivae dal trauma da narcisismo nulla è peggio che sentirsi incompresa e giudicata. I pazienti di s*sso maschile sono in genere più fragili delle donne, giungono in terapia in condizioni peggiori delle donne perché sono meno inclini a chiedere aiuto e, per questo, arrivano tardivamente in condizioni di estrema sofferenza: depressione, disfunzioni se**uali, abuso di sostanze, disturbi del sonno, ossessioni e gelosia patologica.

Come vedremo, oltre un nucleo comune di tratti riconducibili alle unità diagnostiche formalizzate nel DSM V – il del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali -, la narcisista manipolatrice si distingue dal suo omologo maschile nel modus operandi e nella struttura delle relazioni che intesse con gli altri, in particolare nei rapporti sentimentali, l’ambito elettivo dove si verificano le manipolazioni e i traumi alla base della dipendenza affettiva.

(Continua nei prossimi giorni …)

Enrico Maria Secci, Blog Therapy

FONTE:
http://enricomariasecci.blog.tiscali.it/2017/02/06/il-narcisismo-patologico-femminile/
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