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Autunno a colazione

il Gio Set 27, 2018 5:14 pm
Ci siamo. Come già detto nella presentazione (e nei post seguenti) a Ottobre sarei rimasto a spasso. Non mi coglie impreparato, anzi.
La voglia di cambiare rinfresca i pensieri. Finito il contratto per la stagione estiva con l'orchestra dove suono e terminati gli ultimi lavori di restauro che mi avevano commissionato posso dire che si chiude un capitolo, o meglio se ne apre un altro.
Il rapporto con i miei famigliari in questi ultimi mesi è andato migliorando, o meglio si è stabilizzato su frequenze positive, quasi da famiglia vera. Ma io non posso fare a meno di pensare che sia tutta una farsa, e che quelle di mia madre e mio fratello siano solo maschere indossate all'occorrenza in un periodo in cui, in effetti, ci siamo visti molto poco. Mi sono distaccato fisicamente (a causa del lavoro) e soprattutto mentalmente dal loop di pensieri negativi che ormai mi rendevano paranoico. E' stata una scelta. Ho deciso di fregarmene, di andare avanti con la mia vita. Ne avevo decisamente bisogno, mi ha fatto bene.
Ma i problemi di fondo rimangono, non basta metterli sotto al tappeto, e proprio nel momento (delicato) in cui devo reindirizzare la mia vita verso non so dove per la quarta/quinta/ventunesima volta, le maschere cominciano a scricchiolare...
Ho già usato questo termine credo, ma è quello che rende appieno l'idea del mio disagio: il Sottofondo. Non posso far altro che accettare questa situazione e pensare a me stesso, ma il sottofondo di base è questo: vedo mia madre e mio fratello come "nemici/amici", persone che di fondo non hanno valori, capaci di pensare esclusivamente a se stesse, approfittandosi all'occorrenza della fiducia riposta in loro.
Da qui è tutto un concatenarsi di pensieri che mi destabilizzano, scenari che mi rendono inquieto, sentimenti contrastanti... la malizia che non mi è mai appartenuta di pesare tutto quello che loro dicono o fanno per cercare un qualcosa che mi dica ti stai sbagliando, è tutto nella tua testa. Invece no, i fatti mi dicono sempre il contrario, confermano i miei timori. Potrei fare esempi su esempi, ma anche se fosse, chi mi crederebbe? nessuno lo fa, nessuno può. L'idea che una madre possa comportarsi così con un figlio è troppo grande anche solo per essere soppesata. Non esiste. Non si valuta neanche a possibilità. La mamma è sempre la mamma.
E io passo per il "disturbato".
Rigirata la frittata.
Chissà cosa dice ai parenti per rigirarseli dalla sua parte.

Insomma, io resto positivo, ma è un periodo in cui ho veramente bisogno di molta forza per farlo.
Non ho nessuno o quasi su cui contare.
Gli amici anche loro non sono i classici paladini della giustizia. Insomma mi rendo conto che è un periodo in cui sono diventato ipercritico nei confronti dell'essere umano, vuoi per superbia vuoi perché sono forse troppo idealista. Ma comunque chiedo tanto a me stesso, ho dei valori solidi, mi ritengo una persona buona, pur con i miei (tanti) difetti, e se non sopporto l'ignoranza, le ingiustizie, la cattiveria del genere umano è perché faccio fatica ad accettare tutto questo. Non sono un santo, ma ci sono cose che mi fanno domandare: perché l'atteggiamento di questa persona è volto alla cattiveria? Perché?

Insomma le cose non cambiano, e l'ipotesi di questo autunno grigio alle porte mi riporta qui, a "casa" mia, con la sensazione di restare invischiato in qualcosa che non mi appartiene. Un posto che non posso lasciare, sembra quasi mi tenga in scacco.
Beh, questo è il "sottofondo" .
Se vi scrivo è perché ho bisogno di parlarne, soprattutto di sfogarmi: ho paura che a breve a causa delle preoccupazioni che mi da la vita possa ritrovarmi più esposto alle magagne di mia madre e non voglio esplodere come è successo l'anno scorso. Cioè, in realtà vorrei, lo vorrei tanto, ma so che mi ritroverei a discutere con una bambina che non farà altro che sfinirmi mentalmente con i suoi pseudodiscorsi da narcisista furbetta, e dall'altro lato della stanza mio padre si limiterebbe a farsi manipolare come fa sempre e a prendere le sue difese. Finirei col litigare con mio fratello, perché anche lui si comporta in modi discutibili, e nonostante glielo faccia notare sia con le buone che con le cattive i suoi atteggiamenti non cambiano. Alle parole non seguono i fatti. Anzi. Persiste nel fare cose che non mi stanno bene.
E io che devo pensare? Come posso sentirmi tranquillo in queste condizioni? Che succederà ad esempio, quando a breve si sposerà? Mia madre pende per lui, mio padre dorme, io chi sono? il figlio di nessuno?
Piuttosto che cercare di aiutarmi (io sono molto orgoglioso e cerco in tutti i modi di farcela da me) in un momento di incertezza, senza un lavoro, senza una prospettiva concreta e anche (diciamolo) un po' allo sbando, senza amici veri ne una ragazza, no, continuano a "foraggiare" mio fratello che, grazie a Dio, un lavoro ce l'ha e anche una prospettiva inquadrata di vita e una stabilità che si stanno assestando.
Ragazzi (e ragazze) precisiamo che io non chiedo mai nulla ai miei, e neanche me lo aspetto. Nel senso che quando e se sarà i miei potranno e vorranno lasciarmi qualcosa, beh quel qualcosa sarà un "più" e comunque al momento è come non ci fosse per me. Ma mio fratello è diverso. Nonostante abbia i soldi (lavora ormai da tre anni) dopo aver fatto un incidente con la macchina (distrutta) ha avuto la faccia tosta di non ricomprarla e di usare quella di mio padre per mesi. Quando (mio padre) ha trovato un'occasione lui con la scusa di non so cosa gli ha fatto anticipare l'intera somma con la promessa di restituire i soldi subito dopo. Morale della favola: gli ha ridato un quarto della cifra e da allora non solo usa la "sua" ma continua a sfruttare la macchina di mio padre a comodo suo. Io in tutto questo una macchina non ce l'ho.
Quest'estate si sposava un suo caro amico, e sapete come funziona? Vestito nuovo, regalo importante, trasferta dall'altra parte dell'Italia per il matrimonio, già che ci sei 3 giorni al mare con la ragazza... due settimane prima per l'addio al celibato si sono fatti una settimana all'estero...
Per carità, ben venga se uno si toglie degli sfizi dopo un anno di lavoro, giusto?
Ma coi soldi suoi.
Invece il signorino continua a "succhiare" dalla "borsetta di mammà".
E io mi faccio problemi se vivo con i miei, nonostante quando posso faccio la spesa e pago una parte di bollette (lo faccio perché voglio, non me lo chiedono e a stento mio padre accetta i soldi se glieli rido, ma a me basta per star bene con me stesso).
In tutto questo, il carico forte è mia madre, che sembra voglia stuzzicare la rivalità tra i suoi due figli.

Insomma, ditemi un po' voi...
Io qualcosa devo fare, non posso accettare tutto questo e oltre, perché ci sono cose che non scrivo, ma vi lascio immaginare, se questi sono i presupposti...

Ho solo mio zio dalla mia parte, ed è un punto fermo, ma non può mettere a fuoco tutto questo, lui è di quelli che "la mamma è sempre la mamma".
Vi prego, ho bisogno di conforto. Mi sento solo. Ma non è solitudine quella che provo. E' alienazione. Mi sento in un posto che non mi appartiene, che non mi vuole e che non voglio. Brutta cosa svegliarsi con l'autunno a colazione.
anja-1985
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Re: Autunno a colazione

il Gio Set 27, 2018 5:37 pm
Che bel titolo "Autunno a colazione"
Solo che a me l autunno piace <3 e sono amante dell'inverno.
Mi piace molto anche il tuo nik,Libero! Un desiderio incessante che ti tiene su l orgoglio! Bello! Smile
Mi ricordi in parte un amico,anche lui nonostante sia alienato in casa con i suoi che lo soffocano,ci tiene a contribuire alle spese. Se uno potesse vivere per conto proprio starebbe meglio,ma si sa.. Una casa e un lavoro fisso non sono una cosa semplice quindi si prova a "sopportare" quando non c e altra via d'uscita.
Non ci sono lavori che puoi fare d inverno?
Un sacco di volte ho pensato ai lavori sulle navi Smile un luogo dove passa il mondo,dove si crea una famiglia ,e c e gente sempre nuova.
Mi turba un po solo la possibilità di dormire scomoda e con rumori vari,con conseguente sbrocco al 3 giorno! Very Happy
Hai mai lavorato su una nave?
Bianca8026
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Re: Autunno a colazione

il Gio Set 27, 2018 6:53 pm
Ciao Libero, traspare tutto il tuo sconforto da quello che scrivi.
L'autunno è una stagione come quella che stai vivendo nella tua vita, prova a cogliere i frutti che ti potrà dare.
Tuo fratello si sposa, è un bene, uno in meno in casa, tua madre d'altra parte dici che lo preferisce ma pensa se invece si concentrava su di te, sarebbe stata molto più pesante, lo so che non vedi lati positivi in nessun discorso perchè in realtà perdere un lavoro e pensare di dover stare in una casa così è una prospettiva che ti mette giù e mi spiace, sappi che è il momento di prendere la cosa per quello che è, una realtà che se prendi sul personale non ti darà mai pace! Non sei tu il problema, loro hanno un problema quindi non dare colpa a nessuno ti aiuterà a sopportarli di più anche se sarebbe meglio allontanarsene il più possibile. Le persone così disturbate si sfogano facendo del male agli altri e tu puoi essere anche il figlio migliore del mondo ma migliore sarai e peggio ti tratteranno.
Mi hai ricordato un racconto del mio compagno sulla famiglia di suo padre: madre di mio suocero narcisista, lui e le sorelle narcisiste , salvo 2 fratelli, 1 sorella e il padre . La nonna del mio compagno ha reso la figlia prediletta narcisista e anche gli altri, li ha sempre messi uno contro l'altro, metteva loro in testa cose parlando di invidia e sfruttamenti, ha influenzato così la vita di tutti che hanno sempre litigato tra loro per stupidate e interessi. Alcuni di loro non si parlano da anni! Solo chi è stato lontano in altre regioni ed era più normale è andato d'accordo con tutti e si è fatto una vita tranquilla...
Le storie hanno sfumature diverse ma si ripetono.
Non sei stato tu a cercartela ma devi essere tu comunque a trovare una soluzione, non renderti troppo disponibile così da evitare umiliazioni.
Esci comunque da casa, gira nei centri per trovare qualcosa da fare e quando sei a casa manda curricula ovunque, un po' ti distrae e un po' ti aiuterà a trovare qualcosa.
Ti ripeto non guardare a quello che dicono e che fanno perchè daresti loro la soddisfazione di manipolarti e vederti stare male e tu devi fare di tutto per
evitare entrambe le cose, lavora sulle tue consapevolezze, scrivi su un foglio i tuoi punti di forza e dietro le tue debolezze poi lavora su queste ultime.
Noi siamo qua! Non sei assolutamente solo, tantissime persone tra noi sono nella tua stessa posizione , ti daranno altri spunti.
aliceinwonderland
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Re: Autunno a colazione

il Ven Set 28, 2018 10:52 am
Ciao Libero,

mi dispiace molto per la situazione che stai vivendo.
Quello che mi colpisce pero' è la tua lucidità nel descrivere tutta la situazione che hai a casa. Dalle tue parole, io avverto che ormai hai raggiunto una sorta di distacco emotivo dai membri della tua famiglia.
Tu al momento sei vincolato a restare con loro soltanto a causa di motivi economici ma non sei impantanato in dei legami malsani con queste persone.
Un'altra persona al tuo posto sarebbe imbrigliata nei sentimenti contrastanti che queste persone riescono sempre a generare nei loro cari.
Se tu non avessi raggiunto un certo livello di consapevolezza probabilmente in questo momento saresti lacerato tra la rabbia nei confronti di tua madre e tuo fratello ed il senso di colpa suscitato da pensieri del tipo "sono mia madre e mio fratello ... non posso provare rabbia nei loro confronti".
Tu, con la tua consapevolezza, sei fuori da queste pastoie e questo è già tanto.
Si tratta di rimboccarsi le mani e trovare un modo per scappare il più lontano possibile da dove ti trovi.
Ti auguro di trovare qualcosa al più presto, anche se questi tempi in Italia sono molto duri.
L'idea delle navi da crociera non è male. Tu sei un musicista se non sbaglio...
In bocca al lupo per tutto
Alice
anja-1985
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Re: Autunno a colazione

il Ven Set 28, 2018 1:36 pm
Concordo con Alice,solo volevo precisare che Chiedevo delle navi per mia curiosità, per ascoltare l esperienza di chi ci avesse lavorato,solo per questo Smile
libero
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Re: Autunno a colazione

il Ven Ott 05, 2018 4:22 pm
Grazie per le risposte, i consigli e soprattutto la considerazione. Mi scuso se non sono stato altrettanto rapido nel replicare e vi confesso che già da qualche giorno prendo il pc la sera per scrivere qualcosa sul forum, ma dopo poche righe lo sconforto mi avvolge e mi intorpidisce, mi lascia quasi senza forze, e finisce che chiudo tutto e vado a letto.
Sono giorni grigi, non lo nego, in cui la fede un po' vacilla.
Rispondo a Bianca e a Anja dicendo che inviare curricula a tutto spiano e cercare ogni tipo lavoro lo faccio a intervalli regolari da un paio di anni ormai. Anche sulle navi, si.
Posso dire in tutta onestà che ho passato giorni interi, mesi interi sui vari siti di reclutamento personale, offerte di lavoro, aziende etc etc... tutto infruttuoso. Se dovessi stimre una percentuale di risposte alle mie domande di assunzione direi una su 500. Perlopiù all'estero.
Gli unici lavori/etti che ho chiuso sono quelli ottenuti grazie a conoscenze, amici, parenti. Insomma, all'italiana.
Non per questo non continuo a inviare curricula e a cercare alternative allo stare fermo. Non ultima quella del volontariato o del lavoro in cambio di vitto alloggio. Insomma le provo tutte. "Sopravvivo" letteralmente di musica, ma ci sono periodi di magra, tipo questo, e sono i buchi neri in cui tutti i sogni sembrano collidere.
Ma non è questo il punto.
Questa è la mia vita, con gli alti e bassi, e ne accetto ogni sfaccettatura con gioia e umiltà. Le incertezze che riguardano la sfera lavorativa/professionale,  le altalene della mia vita privata, o le relazioni con amici, ragazze.... insomma, questa vita, la mia, che vale la pena essere vissuta, la abbraccio ogni giorno con fiducia, cercando di sfruttare le difficoltà per migliorare.
Ma questa cosa qua è ben diversa. Io non so più che fare, non mi sento più in sintonia con i miei famigliari, e ci può stare, ma per me la cosa diventa invalidante, tossica, pesante. E' questo il carico, non so se mi sono spiegato.
Non mi sono svegliato ieri mattina e ho deciso che mia madre e mio fratello non andavano più bene. Ho passato un periodo nero, ne sono uscito, ci sono ricascato, e per farla breve ho toccato il fondo. Lo zero di me stesso, l'ombra di un uomo. E lì mi sono liberato. Quando ho realizzato che non avevo più niente da perdere sono diventato ricco, oltre ogni immaginazione. Sono diventato me stesso.
Sono rinato. Ho cominciato a fare le cose che volevo io, ho intrapreso la strada che i miei progetti mi suggeriscono. Sono stato bene. Le cicatrici le portavo con orgoglio, come simboli di tutte le battaglie vinte. Ho ricominciato ad amare, me stesso e le persone, più di prima.
E proprio allora ho cominciato a "vedere" gli atteggiamenti di mia madre: ha cominciato ad intensificare battute, comportamenti volti a sminuirmi, a umiliarmi, nella sua maniera subdola e al di fuori dei sospetti. E' stato un crescendo. Più riconoscevo la mia indipendenza e più lei stringeva la morsa. E' durato un anno. un intero anno.
Sapete come è stato? Ve lo immaginate?
Svegliarsi a casa propria con domande tipo "mia madre è disturbata? O lo sono io? e mio fratello che ha che non va?" e l'angoscia, la pesantezza di vivere nel dubbio, nell'attesa di una smentita. E invece no. Sempre peggio. Atteggiamenti apparentemente inspiegabili, se non alla luce di un qualche disturbo di personalità. "Che faccio? E' sempre mia madre, è mio fratello..." e poi "No, mi sbaglio io, sto diventando paranoico, sono gli strascichi del male che mi ha fatto quella st***za della mia ex, ora mi concentro su me stesso e cerco di cambiare prospettiva.." e poi ancora e ancora in un loop di ansia, rabbia, compassione, rassegnazione e poi da capo.
Insomma, per rispondere anche ad Alice che sottolinea la mia lucidità e distacco emotivo, questa cosa mi ha lacerato, si.
Fin quando, proprio quando stavo per andarmene, ormai deciso ad intraprendere un nuovo capitolo della mia vita all'estero, lei fa scoppiare una bomba in casa, mettendo tutti contro tutti, coinvolgendo anche mia zia e il marito. Prima mi provoca e litiga con me. Poi rispolvera vecchie storie di gelosia con mio padre e ruggini con la sua famiglia e a casa succede un patatrac. Lei lo sapeva. Ha toccato i tasti giusti per far arrabbiare mio padre, e intanto si è messa dalla parte dell'accusatrice. Che volpe.
E lì ho capito chi fosse veramente mia madre. Nessuna si sarebbe comportata così, una madre "normale" avrebbe cercato di capire, di ascoltare, o perlomeno di intavolare una discussione matura.
Niente di tutto ciò.
Mia madre se ne andata da sua sorella, mio padre voleva il divorzio, mio fratello se ne fregava dichiarando ufficialmente che non erano problemi suoi.
Io mi sentivo l'uomo più solo al mondo.
Nonostante la vita non va come ci si aspetti, poter contare sulla propria famiglia è una ricchezza inestimabile. Un sostegno, uno scoglio. Un faro.
Io mi ritrovavo in mare aperto, e a spegnere il faro, quell'unica luce, erano proprio i miei genitori.
Mia madre diventava una sconosciuta, anzi peggio, una che per anni aveva finto, indossando maschere diverse all'occorrenza, benevola fintanto che si assecondava il suo "disegno" i suoi progetti , le sue aspettative. Nel momento in cui ho rotto una catena, ha cercato di indebolirmi, di trattenermi, ha confezionato nuove catene. Ha messo zizzania tra tutti i componenti della famiglia, è uscita di scena per poi ripresentarsi come la salvatrice della patria. Io sono passato per quello che ha destabilizzato la famiglia, lei ne è uscita pulita, anzi di più. Mio padre era davvero sul punto di lasciarla, era a pezzi. Ha vissuto per un mese pensando veramente al divorzio. Non si parlava d'altro.
Ma mio padre deve dipendere da qualcuno per sopravvivere. Non nel senso economico, esistenziale proprio. Non sa badare a se stesso, non l'ha mai fatto. Non si era mai ritrovato solo prima, e piuttosto che cacciare le p***e e provare a crescere e diventare un uomo, ha preferito che le cose rimanessero come sono, comode per lui.
Lo capisco, ma non lo condivido. Ha paura, è come un bambino. Vittima anche lui di un padre assente e una madre narcisista(mia nonna è un capitolo a parte).
Non ho vissuto il "lutto" di mia madre, quanto invece la consapevolezza del genere di cattiverie di cui è capace. E' sempre mia madre, ma non mi fa bene stare con lei. Mi vuole bene? Non lo so, non credo. Credo che voglia bene a se stessa e mi veda come una prosecuzione di sé, per questo anche se crede di fare il mio bene in realtà cerca solo di manipolarmi, veicolando la mia vita verso le sue aspettative.
Non ho una grande stima di lei, e vedo in mio fratello la sua stessa carenze di empatia, di valori. Cioè, ma se con me si comportano così, di che sono capaci gli altri?

Questo è stato il mio ultimo anno. Ho fatto finta di niente (nei limiti) per mantenere un equilibrio in famiglia, a casa. Mi sono tenuto impegnato, ho cercato il no contact, ma il problema di fondo rimane e non so che fare. Andarmene? Si, ovvio. Ho due colloqui questo mese e sono carico e fiducioso. Ma non mi piace l'idea che io debba scappare da tutto questo e farli bollire nel loro brodo. Mi sembra quasi una resa. Ma a questo punto io non so più che fare con loro.
anja-1985
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Re: Autunno a colazione

il Ven Ott 05, 2018 7:58 pm
Purtroppo e per fortuna con loro non devi fare niente.
Non è una resa.
In bocca al lupo per i colloqui.
Sarebbe stato bello poter fare la propria vita come ci si aspettava, a volte si pensa,ma si dai si può fare,stringo i denti un altro po e si sistemano le cose.
Ma invece non e' cosi' sinsta solo cercando di riabituarsi ad una realta' scomodissima e dolorosa.
Finiremo come le rane bollite.
Se hai gia dei contatti per nuovi lavori lontanonda casa,sei gia a buon punto.
Ti auguro tanta fortuna!
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Re: Autunno a colazione

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