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Narcissenoire
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Facciamo un pò di autoanalisi e analisi: la mia Narcisa part. 8

il Ven Ago 31, 2018 2:48 pm
Si avvicina il venerdì ed è un misto tra la gioia di vedere mio figlio e la tensione per dover passare tre giorni con Narcisa. Ieri seduta dalla psicologa. Si comincia a scavare, fa risaltare la mia codipendenza. Mi dice senza troppi fronzoli : Lei sta mettendo la sua vita nelle mani di sua moglie e questo non va bene! Se è convinto di aver fatto del suo meglio non deve farsi condizionare da quello che le viene detto. Lei non è un bambino e deve uscire dalla logica di fare le cose aspettandosi di essere gratificato da un bravo di sua moglie che non arriverà mai. Non si parla esplicitamente di narcisismo e codipendenza ma quello che recepisco è molto chiaro. Esco di li abbastanza carico e determinato. Squilla il telefono. E' Narcisa. Si susseguono due chiamate, una di 50 minuti, una i 115. Le registro. Le ho risentite stamattina. Piovono sulle mie povere orecchie milioni di accuse, improperi, colpi bassi. Mi scopro diverso: mi limito a rispondere: se tutto ciò che mi divi per te è reale e sei convinta non devi fare altro che chiedere la separazione. Io firmerò senza problemi. Non aspettarti che lo faccia io però. Non è una cosa che voglio e posso fare per te. E' ora che ti assuma le tue responsabilità. Sei anni insieme sono sufficienti per fare una valutazione complessiva di un rapporto. Credo che tu debba al più presto far seguire alle tue parole azioni coerenti. Io sto facendo quello che mi sento di fare per questo rapporto. Vado in psicoterapia e sto capendo molte cose, vorrei che tu facessi lo stesso assieme a me e che ti mettessi in discussione, e capissi che da solo io posso fare ben poco per questa nostra famiglia. Il testo non rende giustizia perchè per dire queste poche parole sommando i minuti delle due conversazioni mi ci sono volute quasi 3 ore. E so che queste poche parole non sono neppure arrivate perchè lei era troppo impegnata ad attaccarmi. Dopo questa fatica sono crollato sul divano. Ho riaperto gli occhi stamattina all'alba. La luce tenue, l'aria fresca, per un attimo sono perfino riuscito a sorridere. Ce la farò, lo devo a me stesso e ai miei cuccioli.
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Re: Facciamo un pò di autoanalisi e analisi: la mia Narcisa part. 8

il Sab Set 01, 2018 1:56 am
Narcissenoire,

Non prestare nessuna attenzione alle parole, lo sai.

Qualche giorno fa' ero arrivato, comer faccio sempre due volte a settimana, al centro dove mio figlio piu' grande si allena a fare MX, motocross. C'era un anziano signore al casale dove c'e' la pista. Stava seduto su di una sedia, all'aperto, con un bastone da passeggio tra le gambe. Questo casale e' anche usato dalla croce rossa, per ospitare extracomunitari. Come esco dalla macchina vengo coperto di insulti dal vecchio. Mi strilla "tornatene a casa tua, Africano di mer*a", e cosi di seguito... Ora, a parte la rabbia del vecchio verso gli "Africani", c'e' anche un'alta cosa: saro' pure abbronzato, ma la mia carnagione e' decisamente quella materna, Anglosassone. Mi spiego io sono uno di quelli che diventa prima color "Gamberone Argentino", rosso acceso, e poi finisco per diventare color ambra. I capelli brizzolati una volta erano castano chiaro, quasi biondi. I miei occhi sono verdi ed il mio accento e' spiccatamente "Romanesco". Insomma come mai mi aveva scambiato per un Africano? Gli risposi, davanti a mio figlio che era allibito e senza parole, dicendo: "Ma che c*zzo ti sei preso stamattina per colazione? Pane e acido? Ma vatte a fa' na biochetasi!" Nulla, nessun cambiamento. Il vecchio insiste che me ne devo tornare a casa e sclera totalmente quando gli rispondo che sono gia' a casa mia. Faccio prendere una piega surreale al confronto e comincio a chiedergli cosa dovrei fare secondo lui... gli chiedo "devo far finta di essere Giapponese e partire per Giappone? Cosi saresti contento?" Mi becco un sonoro "V*ffanc*lo" di risposta. Sorrido, il tipo e' evidentemente matto come un cavallo. Mio figlio prende la moto, ci spostiamo alla pista e passiamo qualche ora spensierata.

Finita la sessione di allenamenti torniamo al casale per lasciare la moto. Il vecchio e' sparito dal cortile. Trovo invece l'assistente del proprietario. Gli chiedo chi sia il vecchio che avevo incontrato li qualche ora prima. Mi risponde "E' il padre della compagna del proprietario. Ha l'Alzheimer sai?" Rispondo che me ne sono accorto, e ridendo gli spiego come mi aveva accolto. L'assistente mi risponde che lo fa' a caso, periodicamente, con chiunque, lo ha fatto varie volte anche con lui.

Insomma, Narcissenoire, se stiamo con una persona con una grossa disfunzione, non possiamo prenderli seriamente quando parlano. Sarebbe inutile, fuori posto. E' un errore che facciamo facilmente, specialmente se siamo ancora alle prese con il renderci conto di quanto sia veramente disfunzionale la persona che abbiamo accanto. Pero' l'NP, al contrario di chi ha l'Alzheimer credo, ci comunica chi e' attraverso le proprie azioni, sempre. Le parole non sono altro che quello che vorrebbero noi pensassimo, spesso con l'intento di distogliere la nostra attenzione dal loro obbiettivo, e null'altro. Piu' ti attacca, piu' ha bisogno di distogliere la tua attenzione da qualcos'altro, da quello che conta per lei veramente.

E' importante imparare a calmarsi proprio quando lei si agita di piu', perche' vuol dire che le tue percezioni sono pericolosamente vicine alla realta'. Proprio quella stessa realta' che lei percepisce come minaccia ad un punto tale che le ha fatto crearsi un alter'ego di fantasia, dove lei puo' vedersi perfetta, infallibile, superiore, invincibile. Piu' mostriamo di prendere coscienza, piu' verremo attaccati, aggrediti. Bisogna screditare chi conosce la loro verita', sperando di farle passare per persone emotivamente instabili. Pero' se chi deve mostrarsi "instabile" per rassicurare l'NP invece rimane del tutto stabile, freddo, calmo, allora finiscono loro per diventare instabili. Cominceranno a provocarci in maniere sempre piu' eclatanti perche si stabilisce un circuito a forma di 8, infinito. Piu' noi rimaniamo stabili a provocazioni via via sempre piu' eclatanti, piu' diamo una prova schiacciante della verita': cioe' la LORO disfunzione. Piu' si rafforza la nostra prova, piu' loro vanno in tilt, via via montando le loro provocazioni, che assomigliano sempre piu' ad una vera e propria FUTILE FOLLIA sotto forma di furia distruttiva.

Piu' si rimane calmi, sempre, e prima si schiudera' l'intero universo del NP davanti ai nostri occhi, senza piu' filtri. Tu non devi fare altro che registrare, registrare, registrare, senza emozioni. Se devi avere un emozione, falla essere di natura difensiva, di disagio, e l'aggressione del NP diventera' ancora piu' violenta. Non abbiamo necessita' di far finta di essere vittime, perche siamo vittime, veramente. Dobbiamo solo lasciare lo spazio affinche' l'NP abbia la possibilita' di agire abbastanza, semplicemente seguendo la sua natura. Pensa ad un'avvocato, magari con esperienza di NP. Potrebbe venir suggerito da qualche psichiatra che si occupa di vittime di NP. Pensa ad un tribunale. L'NP se non sta gia' pensando a questo, presto lo fara', veramente. Tu preparati, conoscendo l'inevitabile di cui lei ancora non e' ancora perfettamente cosciente.

Lo devi a te stesso e ai tuoi cuccioli. Ti sono vicino.
Narciso
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Re: Facciamo un pò di autoanalisi e analisi: la mia Narcisa part. 8

il Sab Set 01, 2018 8:06 am
Sn confusa....i vostri narcisi/narcise perdevano la testa e volevano passare ore cn voi al tel? Il mio mi ignorava...si faceva gli affari suoi (corna e stra..) viveva nel mutismo...e quella che finiva per litigare e strapparsi i capelli ero io...lui sempre calmissimo!! Ma subdolo e duplice.
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Re: Facciamo un pò di autoanalisi e analisi: la mia Narcisa part. 8

il Sab Set 01, 2018 10:22 am
Narciso,

Lui con te era calmissimo perche' era in controllo della situazione mentre stavi andando fuori di testa. L'andare fuori di testa conferma la narrativa che cercano per se stessi e gli altri, cioe' che tu sei instabile e che tu hai dei problemi, non loro. Ripeto, se invece noi rimaniamo calmi, razionali e cominciamo a porci come quelli che richiedono una coerenza, dicendo "va bene, visto che sarei io quello con problemi, quello che sta minando il rapporto di coppia, perche' non ti separi, perche' non mi divorzi?" allora sono loro che incominciano a diventare instabili. Perche'? Perche evidenziamo l'incoerenza, e di riflesso evidenziamo il LORO problema e la LORO patologia. Infatti loro VOGLIONO un rapporto conflittuale, per poi umiliare e sottomettere. Il periodo che noi vediamo come "bello" durante il nostro rapporto e' solo il prezzo, consciamente o inconsciamente, che loro devono pagare per poi arrivare al conflitto in una posizione di forza. Non vogliono interrompere il rapporto proprio sul piu' bello, cioe' quando si attiva il conflitto. Nel frattempo evidenziare la loro disfunzione corrisponde alla piu' grande minaccia possibile per un NP.

L'essenza stessa dell'essere NP ruota intorno alla capacita' di dubitare, di negare, la propria condizione disfunzionale. Meno possibilita' ha di negare di avere un problema, piu' l'immagine idealizzata che l'NP si e' creato/a di se stesso rischia di andare in frantumi. Quell'immagine per l'NP e' la sua difesa, rimuoverla viene percepito come essere lasciati indifesi ad affrontare un mondo che gia' di suo, nella loro percezione, e' molto piu' ostile di quello che realmente e'. Per loro e' come minacciare una tartaruga di essere sgusciata e lasciata li', indifesa, a continuare a vivere. Sara' una preda facile, e l'NP si e' promesso che non sara' mai piu' vittima, preda. Lo e' stato in passato, ed e' l'ultima cosa che e' disposto a diventare nuovamente, meglio la morte.

Ne deriva che se viene minacciata l'immagine idealizzata che alimentano di loro stessi, loro attiveranno tutte le loro difese per impedirlo. Quali sono queste difese? Le conosciamo bene, no? Ci provocheranno per poi colpevolizzarci per le nostre reazioni mentre negheranno la loro provocazione scatenate, facendo finta che non ci sia mai stata e che e' frutto della nostra immaginazione. Poi scateneranno una vera e propria campagna diffamatoria tutt'intorno a noi. Infine metteranno in pratica tutte quelle azioni che reputano essere le piu' dannose possibili per noi, allo scopo di indebolirci. Se le "informazioni" diffamatorie sono state efficaci gli altri nel frattempo arriveranno alla conclusione che ci meritiamo l'ostilita' del NP, che verra' visto come la vittima anziche come il carnefice che realmente e'.

Ne deriva che piu' andiamo fuori di testa, piu' l'NP ritiene che con facilita' riuscira' a dipingersi come vittima mentre e' in conflitto con noi ed impegnato nell'indebolirci e sottometterci. Mentre piu' noi rimaniamo coerenti ed indifferenti alle provocazioni ingiustificabili, riconoscendole come tali, piu' loro sentono di essere precari e di rischiare di essere additati dalla societa' come "malati patologici" e quindi dei "deboli". Questo viene visto come un passo improponibile, perche' e' un passo verso il poter potenzialmente ritornare a diventare "vittima" di qualcuno, qualcuno che e' "forte". Per loro la persona "forte" e' quella che e' senza scrupoli, ed e' quello che loro si sono impegnati a diventare.

Insomma l'NP vive essenzialmente in un mondo sottosopra, dove la "forza" e' costituita dall'idealizzazione dell'essere senza scrupoli e la "debolezza" e' associata all'essere persone con dei principi e  dei sentimenti. Loro si rifiutano di vedere che in realta' chi "bara" in un qualsiasi contesto, mostrando l'assenza di scrupoli, e' la persona che di per se ha il dubbio piu' grande di non essere in grado di "vincere" seguendo le regole. Questa e' una verita' che per loro e' inammissibile, e di cui loro al contempo sono l'inconsapevole inconfutabile prova.
Narciso
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Re: Facciamo un pò di autoanalisi e analisi: la mia Narcisa part. 8

il Sab Set 01, 2018 10:52 am
Ho capito la differenza, cmq verissimo che idealizzano le persone senza scrupoli! Solo col senno del poi ho capito quanto lusinghieri per lui fossero i i miei riproveri...'sei senza scrupoli' per l'appunto!
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Re: Facciamo un pò di autoanalisi e analisi: la mia Narcisa part. 8

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