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Narcissenoire
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Facciamo un pò di autoanalisi e analisi: la mia Narcisa part. 7

il Lun Ago 27, 2018 9:58 am
Rieccomi qui a condividere la mia avventura. Sono andato dalla psicologa, già due sedute. Mi fa bene, mi aiuta ad affrontare le situazioni e a adattare i miei comportamenti al difficile obiettivo di non lasciarmi ferire più. Da qualche giorno sono da solo mentre lei e il piccolo sono in montagna con i suoi. La partenza è stata rocambolesca. Causa di tale giornataccia il transito dei miei per Roma. Con un miliardo di scuse e liti su tutto ha fatto in modo che vedessero mio figlio per trenta secondi circa, trascorsi i quali alla protesta di mia madre sono intervenuto io urlando con la forza della disperazione di andare, che non era il momento, che la situazione è evidente e che no, non mi possono aiutare, non ora, non così. Cacciati i miei genitori, si l'ho fatto per tutelare i miei rapporti con loro ed evitare ulteriori speculazioni da parte della Narcisa che nel frattempo si era andata a nascondere uscendo solo ad urla concluse con la faccia innocente e l'aria da presa per il c*lo "ero in bagno". Ho fatto precipitare le cose ma sono stato reattivo. Cambiamo casa il prima possibile, tu puoi vivere solo isolata. La casa però non sarà dove vuoi tu e come la vuoi tu. Sarà solo mia e dove posso coi pochi soldi e molti sacrifici comprarla. Ovviamente ha detto si ti seguo dove vuoi. Poi l' ho portata in montagna e me ne sono tornato a casa. Gli attacchi sono proseguiti per telefono e su tutto. A distanza me ne sono fregato. A volte riso sentendomi definire un ragazzo problematico, depresso, incapace di apprezzare e gioire di avere accanto una donna "un pò aggressiva" ma tanto forte e intelligente che è impossibile non amare. Sono tornato a far visita venerdì e tornato domenica. Mio figlio non è più mio figlio. E nemmeno suo. E' diventato il figlio dei suoi genitori. Vogliono decidere loro come gestirlo nell'arco della giornata, segno che lo fanno già da un pò. Non lo permetto, riprendo io il controllo e le decisioni. Lei mastica male, i suoi anche. Il bimbo continua ad essere affidato ad amici e parenti che se lo passano come una palla. Di alcuni ho stima, altri non so nemmeno chi caxxo siano. Sul punto sono lapidario. Va bene tutto ma la gestione del piccolo la deve condividere, almeno quando ci sono con me e solo con me. Altrimenti mi vedrò costretto a reagire con decisione e se fosse anche in malo modo con suo padre specialmente! Per fortuna arriva la domenica e riparto. Lei mi scrive che le sembra che questo week end le cose siano andate meglio. Io le vorrei rispondere che no, non va meglio, anzi! Mi ha assegnato una serie di compiti per casa che non farò. Non le permetto il controllo a distanza. Farò solo quello che mi interessa. Ieri sera tornato tra le mie mura ho sperimentato il malessere di un vuoto enorme. Eppure so che è preferibile quel vuoto al dramma di vivere con lei. Confusione ... mi manca mio figlio... mi mancano i miei ... mi mancano gli amici ... lei no, non mi manca
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Re: Facciamo un pò di autoanalisi e analisi: la mia Narcisa part. 7

il Lun Ago 27, 2018 4:51 pm
Buonasera Narcissenoire,

E' ora di frenare. Calma, sangue freddo. Hai una bussola in mano, e' la bussola del sapere con chi hai a che fare. Lei scatena onde, nubifragi, venti violenti e tempeste alla tua nave tentando di distogliere la tua attenzione dalla bussola. Ma la bussola e' l'unica cosa che conta. Quindi mantieni tutta la tua attenzione esclusivamente sulla bussola.

Lei vuole, qualcosa. Cosa? Avete un figlio. A che serve? Ci sei tu. A che servi? Il figlio serve per avere una presa eterna su di te.

Lei deve appropriarsi del figlio, della sua testa, del suo modo di crescere e del suo modo di ragionare. Il figlio deve essere uno strumento di sua proprieta', malleabile e gestibile, da utilizzare per far leva su di te. I suoi genitori, o perlomeno il suo genitore peredominante sapra' cosa fare, e' complice. E tu come puoi contrastare? Come rompi le uova nel paniere? Senza perdere d'occhio la bussola, mai, ecco come fai.

Cosa vuol dire? Gestione proattiva, non reattiva. Sai quali sono i suoi obbiettivi, vanno contrastati con sangue freddo e calcolo. Se mantieni sangue freddo e calcolo, esattamente come fa' lei, il campo di gioco cessa di esserti sfavorevole e diventa neutro.

Ogni volta che sbrocchi, che ti arrabbi, che ti esasperi, lei trae forza dal fatto che riesce a indurti in uno stato di frustrazione e rabbia a piacimento. Questa e' la prima condizione che va' alterata. Se rimani esteriormente indifferente a tutto quello che fa', incominci ad indebolirla. Non puo' trasparire quanto tu tieni a vostro figlio. Altrimenti continuera' ad usarlo come mezzo per esasperarti. La qualita' del tuo futuro, e di quella dei figli dipende dalla capacita' di convincere l'NP che a noi non c'e ne frega niente di qualunque cosa possa fare. Come? Attraverso il concetto di responsabilita' delle azioni che ciascuno intraprende. La capacita' di prendersi la responsabilita' delle proprie azioni e' uno dei punti debili dell'NP, cioe' e' uno di quei concetti di cui l'NP conosce l'esistenza ma non comprende. La sua mancanza di dimestichezza relativa a questo concetto va' sfruttata.

Il concetto, che deve essere accennato ma non dichiarato apertamente e': vuoi alienare nostro figlio da me? Vuoi usarlo come mezzo per ottenere un vitalizio da me? Bene, fallo. Poi quando nostro figlio crescera' e tirera' le sue conclusioni su di te, su di come lo hai utilizzato, sfruttato egoisticamente, rimuovendolo dall'affetto paterno di un genitore che lo amava (e non lo usava come te), tu pagerai il conto. A me non cambia niente. Nel frattempo io mi assicurero' di essere nullatenente, insolvente e non darti niente.

L'illusione che va' instillata e' che lei finira' con un figlio che le sara' soltanto di ostacolo nel suo presentarsi alla prossima vittima che scegliera', e che non potra' comunque essere utilizzato per ottenere qualcosa da te. Se sarai convincente avrai smontato il suo piano e il figlio avra' perso qualsiasi utilita', perlomeno nei tuoi confronti. Ricordati che hai a che fare con un opportunista, maestro della manipolazione, senza empatia.

Lei vuole il dramma, la confusione, lo spaesamento, la frustrazione e le montagne russe emotive. Perche'? Perche' solo nella confusione e nel caos piu' assoluto tu verrai distratto da cio' che sono i suoi reali obbiettivi. Se tu vieni distratto dai suoi reali obbiettivi vuol dire che sarai meno capace di contrastarli efficacemente. Il dramma e' solo un diversivo atto ad indurti ad una gestione reattiva di problematiche in realta' inesistenti mentre ti scordi di quello che lei vuole cercare in realta' di ottenere. L'indifferenza e' imperativa.

Deve trasparire l'impegno assoluto e irremovibile a non volerti prendere la responsabilita' delle sue azioni. Inoltre deve essere evidente il tuo impegno a chiudere qualsivoglia rubinetto riguardante un tuo sostegno a lei, con o senza figli. Se riesci ad essere convincente non vuol dire che e' la fine. Vuol dire pero' che lei ti provochera' in maniere sempre piu' eclatanti e difficili da giustificare. E tu devi prepararti a saperle provare davanti ad un tribunale, un domani. Tanto per essere chiari, registrazioni audio e video di eventi in cui tu sei coinvolto di prima persona, sia nella casa di tuo domicilio che in luoghi pubblici, sono legittime. Sei tu che devi indurla a fare la "pazza" per cercare di indurti a fare quello che vuole lei. Non e' lei che deve indurti a fare "il pazzo" per poi discreditarti come padre emotivamente instabile.

Ti sono vicino, tanto.
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