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Andare in basso
Angelica
timido
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Quello che viene dopo

il Dom Lug 15, 2018 2:08 pm
Credo di aver terminato di unire i puntini e adesso il quadro è chiaro. Si, ho avuto una relazione con un NP. Il mondo è fatto di incontri, alcuni purtroppo nefasti.
L'ultimo tassello è stato questo: la mia allegria lo destabilizzava. Io ridevo per una cosa semplice magari è lui se ne usciva sempre con la solita frase "ma chetteridi? Il riso abbonda sulla bocca degli... ma tratteneva la parola. Che delicato.
Pensavo sempre che un uomo innamorato avrebbe dovuto dirmi" come sei bella quando ridi". Una volta stavamo guardando un film ed io ero molto divertita. Eravamo abbracciati sul divano in un bel momento di intimità ed evidentemente non è riuscito ad essere pungente come al solito. Si è limitato ad un "... contenta tu..."
Loro provano disagio davanti alle nostre emozioni positive. E lui era proprio così.
La mia riflessione di oggi è questa. Cosa ci aspetta davvero dopo l'NP? Guariremo? Ed in quanto tempo?
Leggo di undefeated che si è preso un periodo sabbatico. Io ho due figli ed un lavoro. Non posso permettermi di mollare mai, devo essere sempre forte per loro. Ma sono tristissima, sfiduciata, mi sento vecchia a soli 46 anni.
La nostra sensibilità e la nostra tendenza alla dipendenza affettiva ci tradiranno di nuovo?
Incontreremo o ci faremo affascinare solo da gente simile?
Siamo destinati alla solitudine?
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Undefeated
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Re: Quello che viene dopo

il Lun Lug 16, 2018 8:53 am
Angelica,

Quanti dubbi. Ed e' giusto averne. E' inevitabile, quando ci si rende conto in cosa siamo rimasti invischiati, con quale facilita' e quanto tempo ci si e' messo a rendersene conto. Non potrebbe essere altrimenti.

Poi non c'e' una ricetta identica per tutti nella guarigione, come non erano identiche tutte le diverse storie che si trovano su questo forum. Pero' ci sono dei punti comuni, e sono tanti, sia nelle rispettive storie, che nei rispettivi percorsi di recupero. Prendendo spunto da questi punti comuni, presenti sia nelle esperienze che abbiamo vissuto con gli NP che nei percorsi di guarigione, si fornisce un aiuto.

Qui, cosa stiamo cercando di dire? Intendo a riguardo del "dopo" l'NP? Cosa ha scritto Bluninfea? Cosa scrivo io? Cosa scrive Aquila? Che c'e' un dopo, e che per quanto possa sembrare inverosimile in certi momenti del nostro percorso di guarigione, di presa di coscienza, il dopo e' meglio del prima. Ora non si sta cercando di dire che il dopo l'NP sia meglio di quando ci stavamo insieme, ma di quando non l'avevamo ancora conosciuto.

Il mio sabbatico e' stato utile, ma non e' stato indispensabile. L'indispensabile e' altro, come il desiderio di comprendere a fondo, non importa quanto dolorosa, la realta'. Indispensabile e' sviluppare la capacita' di vedere con gli occhi di qualcuno che e' totalmente diverso da noi, anche quand'e' un malato vero e proprio, anche quando ci fa' male. Indispensabile e' rendersi conto di quanto siamo sensibili, di come questo abbia giocato un ruolo fungendo come una luce nella notte, attirando in maniera naturale le falene. Solo che le falene nel nostro caso sono gli NP, ma anche gli egoisti, gli approfittatori in genere.

Il senso dell'esperienza che facciamo con un NP non e' quella di fungere come un monito sul destino a noi assegnato. Piuttosto la funzione e' di fungere come monito sulle responsabilita' che abbiamo verso noi stessi, nell'essere stati assegnati la dote dell'empatia e della sensibilita'.

Il senso e': "Attenzione, ti e' stata data una dote meravigliosa. Tu puoi "sentire" gli altri meglio di molti. Potrai gioire attraverso la gioia di chi ti e' vicino. Potrai essere piu' capace di altri nel sentire le pe*e, gli amori, le delusioni, le felicita' e tutto lo spettro delle emozioni che pervadono le persone che ti circondano, le persone a cui tieni. Ma c'e' un pericolo. Proprio per la bellezza emanata dalla tua luce, nelle tenebre offerte da questo mondo, attirerai i mostri, i vampiri e chiunque di bellezza, di luce, ne ha poca. Dovrai saperli riconoscere, dovrai saper tenerli lontani, dovrai saper difenderti"

Questo e' il senso dell'esperienza maturata grazie alla nostra esposizione ad un NP.  Ed e' per questo che Bluninfea ha scritto quello che ha scritto. Il dire che dopo si e' e si sta meglio di come stavamo prima di incrociare il nostro NP, e' dovuto a questo. Non e' un messaggio consolatorio lanciato ad una persona destinata alla sofferenza perpetua. E' piuttosto una verita' di cui pero si ha un naturale dubbio quando si e' ancora sotto shock. Lo shock fornito dall'NP.

Quindi calmati, prenditi il tempo che serve dentro di te per recuperare dallo shock. Puo' essere anche un tempo piuttosto lungo, dipende da quanto ti sei lasciata far del male prima di reagire, di tagliare. Dipende da quanto sei ferita. Ma comunque e' un tempo, nulla piu, ha un inizio e ha anche una fine. Non e' infinito. Per me, che ho reagito dopo 8 anni che stavamo insieme, ci sono voluti quattro anni. Due dei dieci mentre ero sposato e due dopo la separazione. Il senso della mia pausa, cioe' i secondi due anni, era semplicemente un modo di sottolineare che era arrivato un momento dove avrei messo me stesso per primo, davanti a tutte le altre esigenze. E' stato il mio modo di riscoprire la capacita' di coccolare me stesso, prendermi cura di me stesso.

Per te, la stessa funzione di riscoprire le responsabilita' verso te stessa, puo passare attraverso mille altri modi. Potrebbe essere nel tipo di vacanze che ti concederai da adesso in poi, potrebbe essere il concedersi ogni settimana una sera ad un ristorante, una trattoria, per non dover cucinare e lavare i piatti, potrebbe essere andare un po piu' spesso dal parrucchiere e farti quel taglio di capelli che non avevi avuto il coraggio di farti prima, o ripeto mille altre cose ancora. L'importante e' arrivare al punto di dimostrare a se stessi che ci si e' resi conto della nostra responsabilita' verso il nostro benessere, proprio perche' questo mondo ha bisogno di noi e della nostra sensibilita'. Quello di cui il mondo puo' fare a meno e' un'altro NP, ma di noi c'e' un disperato bisogno. Se ti sei ferita quanto me, arriverai ad escogitare una coccola da te e per te che continuerai a farti per due anni, tutto qui.

Spero di essere riuscito a rispondere, e magari fugare qualcuno di quei tanti dubbi. Dubbi naturali, ma destinati comunque a svanire al momento opportuno.

PS. I miracoli della censura automatizzata... non ci posso credere! Comunque con "pe*e" intendevo "le sofferenze" non l'organo genitale maschile!Wink
anja-1985
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Re: Quello che viene dopo

il Lun Lug 16, 2018 10:19 am
Ciao Angelica
era da un po che non tornavo sul sito e stamattina ho sentito necessità di riconfrontarmi su un leggero malessere di resoconto della situazione,in particolare sul fatto che il dopo è un po costellato da sali e scendi di consapevolezza,di miglioramento e di passi che si arrestano,e di nuove spinte in cui credere per completare l'espressione della propria vita circondandosi di "propri simili".

Sino a quando non si migliora nelle proprie modalità e nei propri limiti,continueremo ad attrarre situazioni non proprio carine,e spesso deludenti che fanno pensare.... ma che gente di mer*a esiste.
Per poi chiederci...a perchè continui a frequentarla sta gente?
Chiudere determinate porte dietro di se e migliorarsi per poterne aprire di nuove,senza sentirsi a disagio.
Il processo di consapevolezza,conoscenza di se e miglioramento,non è immediato ed è fatto di sali e scendi,le porte dietro di se si possono chiudere nel momento in cui è chiaro che si tratta di un'esperienza conclusa,ma si ha anche bene in mente quale sarà la porta da aprire,se non si conoscono i propri desideri,è impossibile impegnarsi per essi.
Non c'è entusiasmo ci si abbatte.
sissi
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Re: Quello che viene dopo

il Gio Lug 19, 2018 12:24 am
sono domande che mi pongo anche io ...ma sai ora che faccio, do' relazione solo a chi mi interessa, al momento non ho molta voglia di conoscenze e mi tengo quelli che ho, mi do' il tempo di guarire e capire. Anche prima era sbagliato, davo una possibilità a tutti, evidentemente non deve essere così, peccato, ci rimetterà chi non ha fatto niente .Appena staremo bene , la strada la vedremo chiaramente.
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Re: Quello che viene dopo

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