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Andare in basso
Angelica
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A tratti la normalità

il Lun Lug 02, 2018 7:10 pm
Stavo pensando a questo. Il disturbo narcisista della personalità condiziona le relazioni sentimentali, ma nella vita di tutti i giorni come sono o come erano, veramente i vostri NP?
Il mio non era affatto una brutta persona. Rigido, criticone, maniaco del controllo e prepotente sul lavoro, questo si. Spesso duro nei commenti in generale, svalutante, molto sicuro delle sue convinzioni. Con me, nella seconda parte del rapporto è stato noncurante, freddo, insofferente, sarcastico, ma sempre educato e mai cattivo. A letto tendeva a dominarmi, gli piacevano le parole forti ed un aveva certo gusto per l'umiliazione (mia), ma il tutto in modo un po' soft, per intenderci. Nel complesso, ho conosciuto gente peggiore. Che altro. Era molto legato ai figli, che chiamava spesso al telefono anche se ormai più che ventenni. Dove sei, cosa fai e bla bla. Due ragazzi poco indipendenti, comunque. Adorava letteralmente la sua gatta, la coccolava come con me non ha mai fatto. Faceva il volontario al pronto soccorso e l'ho visto commuoversi più volte davanti all'handicap fisico. Adorava la madre ed era molto critico con il padre, ma l'ho visto curarsi di entrambe in modo dedito.
Con me è stato sottilmente spietato, ha dimostrato di non curarsi dei miei sentimenti, più volte mi ha criticata, era insofferente. Io cercavo di ritagliare degli spazi per noi in settimana, lui accettava senza entusiasmo, ironizzando sul fatto che per me aveva dovuto rinunciare alla piscina o ad altre cose.
Angelica
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Re: A tratti la normalità

il Lun Lug 02, 2018 7:13 pm
Quindi mi chiedevo se anche i vostri avessero questa caratteristica di essere con voi in un modo, w con il resto del mondo in un altro.
Francy_Dim
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Re: A tratti la normalità

il Mar Lug 03, 2018 6:34 am
Il problema è proprio questo, uno nessuno e centomila, e qual'è quello vero non lo sanno neanche loro.
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Dreamer
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Re: A tratti la normalità

il Mar Lug 03, 2018 10:13 am
Maschere....usano maschere che mettono e cambiano a seconda delle persone con cui hanno a che fare e dei loro scopi o interessi.
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Undefeated
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Re: A tratti la normalità

il Mar Lug 03, 2018 10:59 am
Buongiorno,

Ha proprio ragione Francy_Dim: uno, nessuno e centomila. Ho visto la mia NP attraverso gli anni cambiare panno continuamente, con la stessa disinvoltura che uno si aspetterebbe solo in un'attore professionista.  L'ho vista bigotta e religiosa, spigliata e s*ssualmente ammiccante, materna dolce e premurosa, donna efficiente ed in carriera, ladra e bieca opportunista, e cosi' di via. Pero' questa capacita camaleontica era perlopiu' dedicata alla "persona" pubblica, piuttosto che alla sfera privata. Si trattava di immedesimarsi nel ruolo piu' conveniente al fine di ottenere con piu' facilita' una determinata cosa in un dato contesto.

In privato c'erano molte meno variazioni. E' ovvio che se nella sfera privata cambi ruolo ogni 5 minuti con le persone che ti vivono costantemente accanto, attireresti il tipo di attenzione che l'NP non vuole.

Pero' io trovavo questa sua capacita' camaleontica molto utile. Mi spiego, l'NP attraverso le sue azioni ti fa' capire gli obbiettivi che persegue, piu' il comportamento e' vario, piu' informazione cede e piu' facilmente si capisce con esattezza cosa stia realmente perseguendo.

Mi ricordo quando eravamo ancora giu' in medio oriente, che ad un certo punto mia moglie "divenne" improvvisamente religiosa. Lei e' di estrazione Mussulmana, ma fino ad allora non aveva assolutamente praticato. Non pregava 5 volte al giorno, non si copriva dalla testa ai piedi, e non disdegnava bere un bicchiere di vino qua e la' quando si usciva con amici.

Eppure d'un tratto aveva cominciato a praticare. Premetto che avevamo gia' raggiunto il periodo in cui le cose tra noi decisamente non andavano bene. Io gia' da tempo ero determinato ad arrivare a fondo e capire una volta per tutte chi avevo accanto. Lei, da conto suo, si era gia' fatta un amante che utilizzava, insieme ad altri strumenti, nella sua campagna di umiliazione e diffamazione nei miei confronti. Si piu' dire di tutto sugli NP ma di certo grazie alla loro condizione non possono essere definiti come degli esseri spirituali. Mi ricordo ancora quando usando l'I-Pad che tenevamo in salotto per fare una ricerca su google, scopersi casualmente che aveva fatto una ricerca su "Dio". Insomma, da buona NP, era andata su Wikipedia per scoprire cos'era Dio (per gli altri).

E allora? Cosa stava succedendo? Poi mi venne un sospetto... e andai a leggermi le leggi che regolavano gli affari di famiglia nella nazione dove vivevamo. Queste leggi erano basate su principi religiosi Mussulmani, cioe' la Sharia. In pratica la legge diceva che in caso di divorzio tra un Mussulmano ed un non-Mussulmano, la prole andava data al coniuge Mussulmano senza tenere in considerazione null'altro. La priorita' assoluta era di favorire in tutti i modi che i figli di tale unione crescessero come dei buoni Mussulmani praticanti.

Non c'era molto altro da capire. Mia moglie si stava preparando per chiedere un divorzio. Ecco perche' d'un tratto ogni venerdi si copriva di nero, dalla testa ia piedi, e andava alla moschea centrale della capitale. Era per farsi vedere. Ecco perche' aveva fatto lo sforzo di imparare le preghiere in Arabo ed ecco perche' ostentava l'essere diventata credente.

Poi come ne sono uscito, e' un'altra storia...

La morale e' che se si vuol capire quale piano abbia in testa un NP, abbiamo due strumenti. Il primo e' di osservare attentamente le sue azioni, e solo le sue azioni. Esse sono coerenti con gli obbiettivi che persegue. La seconda e' di ascoltarlo/a, perche' comunica come vuole essere visto. Piu' quello che dice e' in contrasto con quello che effettivamente fa', piu' vuol dire che e' determinato nel perseguire cio' che viene evidenziato dalle sole azioni. Infatti cio' che dice e' un mezzo per distoglierci dagli obbiettivi che realmente ha. Piu' cerca di distoglierci, piu' quell'obbiettivo e' importante per lui/lei e sta' cercando di assicurarsi che noi non interferiremo.

Un'altro aspetto interessante e' che si stupiscono sempre quando non riescono a sorprenderci. Mi spiego, ad una persona "normale" la prima cosa che salta all'occhio nella situazione che ho descritto sopra e' l'incoerenza. Come fai ad un tratto a offrirti come religiosamente impegnato, fervidamente credente, mentre hai un'amante che ostenti e ti impegni in una serie di altri comportamenti considerati assolutamente deprecabili da qualsiasi religione, e ritenerti al contempo credibile? In pratica la necessita' di fingere di volta in volta cose che non ci sono, porta a dei problemi che non sanno vedere. Mi spiego, proprio perche' tutta una serie di cose non sono possibili per un NP e questo evidenzia la loro disfunzionalita', tendono ad avere il bisogno di fingere proprio le cose di cui non sono capaci. Proprio perche' non ne' sono capaci non riescono a fingerle bene. Faccio un esempio, se non sono capace di amare e non ho mai amato, come faccio a fingere tutte le sfaccettature di una persona innamorata? E' come se io fingessi di essere un'astronauta. Posso leggere tutto cio' che offre in merito wikipedia e documentarmi premurosamente, tuttavia se capito davanti ad un vero astronauta e ci facciamo una chiaccherata, non ci mettra' molto a capire che sono un impostore. Ecco, loro questa cosa non la capiscono. Poi s'inc*zzano e tra se e se si dicono "quest'astronauta e' piu' macchiavellico di me, che figlio di putt*na! La prossima volta saro' piu' bravo". Insomma, sono dei veri fenomeni, i nostri NP.
sissi
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Re: A tratti la normalità

il Mar Lug 03, 2018 8:17 pm
devo dire di si....con ognuno una faccia diversa ....unica cosa comune di tutte le facce ? io la vedo così, ed ho ragione, chi non mi segue .....maledetto !!!
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Re: A tratti la normalità

il Mer Lug 04, 2018 7:52 pm
Il mio, politico locale piuttosto noto, docente e giornalista, è una persona piuttosto stimata nella mia zona, ritenuta quasi universalmente seria ed affidabile. Sul lavoro è molto scrupoloso, anche se io so che è pochissimo interessato al bene della comunità (me lo ha confessato lui stesso) e molto dedito non solo alla coltivazione del proprio benessere, ma anche al 'rimando' pubblico della sua immagine. C'è una persona, però, che si distacca dal coro di lodi generale: la ex moglie, la quale davvero non può vederlo, non gli parla, ha con lui rapporti ridotti ai minimi termini (e solo attinenti alla gestione della figlia) e convive felicemente con un altro uomo... Purtroppo, non ho mai avuto possibilità di parlare con questa donna, giovane e bellissima, che chissà quante ne ha viste!!!!
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Aquila reale
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Re: A tratti la normalità

il Gio Lug 05, 2018 3:02 am
Concordo, tutti i rapporti tenuti sono superficiali e tendono a ricalcare le persone che fanno comodo in quel momento, queste ultime rimangono piacevolmente colpite da questo rispecchiamento e lo trovano simpatico, ma non empatico. Infatti nessun rapporto si trasforma in amicizia restano tutti conoscenti. La sua vera natura è quindi riservata alla famiglia, in famiglia spadroneggia, non vuole essere contraddetto altrimenti diventa cattivo. Se incontra un altro narcisista succede un finimondo e ingaggia guerre a colpi di avvocato. Manipolare è il suo pane, essere manipolato lo manda su tutte le furie e comincia a soffrire di manie di persecuzione. Nei rapporti di lavoro è abbastanza corretto, comunque il capo è lui, tutti i lavori in cui era subordinato sono miseramente falliti.
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Undefeated
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Re: A tratti la normalità

il Gio Lug 05, 2018 9:56 am
Mah, secondo me anche come "capo", in ambito di lavoro, c'e' di meglio. Vero e' che in ruoli di responsabilita' all'interno di attivita' commerciali e produttive le loro disfunzioni sono piu' facili da mascherare.

Quando ho aperto la mia societa' in medio oriente mia moglie invece era dipendente in una struttura governativa. Mi diceva sempre che voleva anche lei aprirsi un'attivita' tutta sua, perche' voleva essere la padrona di se stessa. La cosa che mi lasciava perplesso e' che era convinta che cosi fosse libera di fare cio' che gli pareva. Infatti io cercavo sempre di spiegare che in realta' non e' proprio cosi, anzi si finisce per essere piu' liberi essendo un dipendente.

Con il senno di poi mi rendo conto che l'equivoco era a monte, nella concezione stessa del ruolo di leadership. Lei era interessata, come leader, al fatto di non dover rendere conto a nessuno. Mentre la mia concezione di leadership e' una in cui di fatto si finisce per dover rendere conto a tutta la struttura che si conduce. Fatto sta' che lei tento' varie volte, aprendo attivita', e non potei fare a meno di notare cosa succedeva di volta in volta.

Il primo problema era uno legato al suo (come NP) rapporto con la realta'. L'NP ha sempre come asso nella manica (un asso negativo) quello da dipartire dalla analisi di una determinata realta' a favore di una realta' alternativa di comodo. Ne consegue che a volte le strategie vengono basate sulla realta' di comodo, con effetti disastrosi.

Il secondo inconveniente era che il suo intento era di delegare tutto e non fare niente di persona. Ora saper delegare e' importante, pero' la premessa e' che si delegano attivita' che comunque noi sappiamo svolgere, di persona, alla perfezione. Altrimenti le funzioni di gestione e controllo del lavoro che viene delegato risultano lacunose.

Il terzo problema era legato alle qualita' dei subalterni. Chiunque fosse capace e abile al di sopra di una certa soglia, veniva messo da parte. Quindi tutti i subalterni dovevano essere mediocri, o perlomeno abbastanza incapaci da non essere visti come una minaccia. A nessuno era permesso rivaleggiare nel attirare l'attenzione sia all'interno dell'attivita', che nel relazionarsi con entita' esterne quali clienti e fornitori.

Il quarto problema era legato alla gestione delle relazioni interpersonali tra tutte le persone coinvolte. L'NP, quando persona capace, mette in piedi un sistema incrociato di gelosie e competizioni tra collaboratori che di fatto costituisce un enorme attrito interno alla struttura. Ne consegue che viene incoraggiato un sistema dove si spendono piu' energie tra i subalterni a sminuire o addirittura sabotare il lavoro di altri membri della stessa organizzazione, che a rafforzarsi come squadra nel fare un lavoro di qualita' atto ad affrontare il mondo esterno, il mercato, il confronto con i competitor.

Tutto questo l'ho dovuto analizzare bene, visto che ogni tentativo della mia ex-moglie e' finito con la chiusura dell'attivita' e una puntuale richiesta di fondi (a me) per liquidare qualsiasi debito rimasto.

Un ultimo (come se non bastasse) problema e' legato al ritrovarsi un NP nella struttura di una propria attivita'. Infatti dietro sua richiesta a volte ho fatto lavorare mia ex-moglie (quando era ancora moglie) nella mia struttura. Credo che per qualsiasi attivita' sia assolutamente benefico rimuoverli. Bisogna gestire la rimozione con enorme attenzione perche' vivranno l'essere messi da parte, da NP. Quindi? Intollerabile! Ne consegue che alla solita campagna di diffamazione, d'ufficio, verranno aggiunte tutta una serie di altre primizie. La prima sara' quella di approcciare il tuo competitor principale, offrendo loro tutte le informazioni riservate possibili relative alla tua attivita'. Queste potranno includere strategie aziendali, elenchi clienti e dei servizi loro offerti naturalmente corredate dai costi, e le possibili debolezze strutturali della vostra azienda. Infatti a seguito dell'essere rimossi, per l'NP diventa una questione di vita o di morte il riuscire a far risultare evidente un rallentamento della vostra azienda, a favore di una accelerazione della nuova azienda dove troveranno un impiego. Questo perche' poi potranno far notare che dal momento in cui si sono dimessi (gia', perche' non possone esser stati licenziati) la vostra azienda ha subito un colpo, e dal momento che sono stati impegnati nella nuova azienda questa e' migliorata.

La loro rimozione comunque finisce su una nota positiva, anche se in un primo momento non sembra cosi. Infatti a parte il contraccolpo iniziale, l'NP e' e rimane essenzialmente un enorme pollice nel c*lo (scusate, mi rendo conto che non e' propriamente un francesismo, ma e' veramente la descrizione piu' appropriata) quindi a medio e a lungo termine averlo all'interno della struttura di un compertitor, e' un gran beneficio. Essenzialmente ha la stessa funzione di una pasticca di cianuro mascherata da caramella. Questo e' ancora piu' vero se conoscendo la natura dell'NP gli si lasciano informazioni aziendali sensibili volutamente sballate (forvianti) sotto il naso e gli si lascia il tempo di intuire che stanno per essere rimossi.
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Re: A tratti la normalità

il Gio Lug 05, 2018 1:42 pm
Infatti Undefeated ho detto che è corretto, nel senso che non è disonesto, non parte con l’intenzione di fregare il prossimo. È chiaro che poi i difetti portano tutta una serie di problemi, che tu analizzi molto bene, ma il mio qualche pregio è riuscito a farlo fruttare grazie alla mia sempre presente mediazione, al controllo di mio figlio. Noi dobbiamo lavorare dietro le quinte, lui non deve essere mai oscurato, le sue strategie non vanno discusse apertamente, occorre lanciare messaggi subliminali, quindi apporta le correzioni pensando che siano farina del suo sacco. Insomma una grande fatica, riusciremo mai a mandarlo in pensione?
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Re: A tratti la normalità

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